* A partire dalla metà dell’Ottocento, in Inghilterra vennero chiamati “ibridi perpetui” gli ibridi rifiorenti ottenuti incrociando una Bourbon con rose di altre varietà, benché in realtà non rifiorissero con continuità.
Questi arbusti, dalla forma compatta e robusta, possiedono un fogliame ampio e sano, ma non sono indicati per bordure o piantagioni estese. Venivano spesso piantati isolati, oppure in piccoli gruppi di due o tre esemplari nelle zone rurali, talvolta alle estremità dei filari di vite, dove fungevano da “sentinelle” per segnalare agli agricoltori l’arrivo dell’oidio.
I fiori, generalmente doppi e intensamente profumati, presentano nella maggior parte dei casi tonalità rosate.
Rose ibride perpetue presenti al MIRA:
22.1 Baroness Rothschild (J.Pernet (padre), 1868)

22.2 Gloire Lyonnaise (J.B.A.Guillot e P.Guillot, 1885)

22.3 Baron Girod de l’Ain (Reverchon, 1897)

22.4 Baronne Prévost (J.Desprez, 1842)

22.5 Ferdinand Pichard (R.Tanne, 1921)

22.6 Frau Karl Drushki (P.Lambert, 1896)

22.7 Paul Neyron (A.Levet (padre), 1869)

22.8 Reine des Violettes (Millet Malet, 1860)

*descrizione tratta da: Charles & Brigid Quest-Ritson, ROSE – La grande enciclopedia illustrata, Vol. I–II, ed. italiana a cura di Maria Teresa Della Beffa – Milano, Editoriale Giorgio Mondadori, 2008
