* Alla fine del XVIII secolo, le Rose Cinesi segnarono l’inizio della coltivazione di rose rifiorenti nei giardini europei.
Le rose a fioritura perpetua erano coltivate in Cina da molti secoli prima del loro arrivo in Europa. La loro presenza è documentata già in un dipinto su seta del 965 d.C., e alcune appaiono anche in opere italiane del XVI secolo, dove sono state riconosciute come varietà cinesi.
Le prime Rose Cinesi introdotte in Europa furono migliorate dai botanici francesi, che ne valorizzarono soprattutto la capacità di rifiorire e la resistenza. Da questi ibridi derivarono successivamente, su larga scala, le Portland, le Bourbon, le Tea e le ibride di Tea del XX secolo.
Le Rose Cinesi coltivate sono naturalmente rifiorenti e richiedono poche potature: è sufficiente eliminare i rami morti e gli steli più vecchi dopo la fioritura. Necessitano invece di concimazioni regolari e di abbondante acqua durante l’estate.
Rose ibride cinesi presenti al MIRA:
16.1 Perle d’Or (F.Dubreuil, 1884)

16.2 Cécile Brünner (M. vedova Ducher, 1880)

16.3 Cramoise Superior (M.Coquereau, 1832)

16.4 Le Vésuve (J.Laffay, 1825)

16.5 Camelia Rose (N.J.Prevost (figlio), 1830)

16.6 Louis XIV (J.B.A.Guillot (figlio), 1859)

16.7 Serratipetala (ibridata da A.Jacques, 1831, scoperta da Vilfroy, 1912)

*descrizione tratta da: Charles & Brigid Quest-Ritson, ROSE – La grande enciclopedia illustrata, Vol. I–II, ed. italiana a cura di Maria Teresa Della Beffa – Milano, Editoriale Giorgio Mondadori, 2008
