Posted by on Ott 19, 2025 in Mira | 0 comments

* Secondo la tradizione storica, nel 1752 Peter Osbeck, allievo di Linneo, fece arrivare a Uppsala una Rosa chinensis proveniente da Canton; intorno al 1759 la pianta raggiunse i giardini di Kew, in Inghilterra, dove venne chiamata “Old Blush”.
In seguito, tramite la Compagnia Olandese delle Indie Orientali, una Rosa chinensis rosa fu introdotta nel 1789 nei giardini botanici di Haarlem e Leiden.
Nello stesso anno, Sir Joseph Banks la portò in Inghilterra, dove fu commercializzata nel 1795 con il nome di “Parson’s Pink China”. È probabile che si trattasse della stessa “Old Blush”.

Il patrimonio genetico di questa rosa fu sufficiente a rivoluzionare il mondo delle rose: le piante provenienti dalla Cina introdussero la rifiorenza continua, una gamma cromatica fino ad allora sconosciuta e, purtroppo, anche la perdita di molti profumi tradizionali.

Queste rose formano cespugli leggeri, con rami sottili e un fogliame rado, spesso rossastro nella fase giovanile; le loro dimensioni variano a seconda della specie. A questo gruppo appartiene anche la Rosa chinensis viridiflora.

 

Rose chinensis presenti al MIRA:

11.1   Rosa chinensis semperflorens (sin.Slater’s Crimson China) (in Europa dal 1792)

11.2   Rosa chinensis mutabilis (origine sconosciuta, nota prima del 1894)

11.3   Rosa chinensis sanguinea (ibrido di Mutabilis, nota dal 1887)

11.4   Rosa chinensis viridiflora (nota dal1743, sul mercato dal 1845)

11.5   Old Blush (sin. Parson’s Pink China) (nota in Cina ca.1000 a.C.)

2e – Rosa banksiae lutea  (introdotta in Gran Bretagna da RHS, 1824)

*descrizione tratta da: Charles & Brigid Quest-Ritson, ROSE – La grande enciclopedia illustrata, Vol. I–II, ed. italiana a cura di Maria Teresa Della Beffa – Milano, Editoriale Giorgio Mondadori, 2008