{"id":956,"date":"2013-01-03T18:20:01","date_gmt":"2013-01-03T17:20:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/?p=956"},"modified":"2013-01-03T18:20:01","modified_gmt":"2013-01-03T17:20:01","slug":"rose-di-ieri-e-di-oggi4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/?p=956","title":{"rendered":"Rose di ieri e di oggi\/4"},"content":{"rendered":"<p><em>testo di:\u00a0Stelvio Coggiatti,\u00a0&#8216;ROSE DI IERI E DI OGGI&#8217;,\u00a0Milano, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., 1986<\/em><\/p>\n<p><strong>RAPIDA EVOLUZIONE<\/strong><\/p>\n<p>La prima met\u00e0 del secolo scorso \u00e8 generalmente considerata punto di partenza della rapida evoluzione moderna del genere Rosa \u0435 non dester\u00e0 meraviglia l\u2019iniziativa della<strong> Royal National Rose Society<\/strong> del Regno Unito di compilare una<strong> graduatoria dei rosai con pi\u00f9 di un secolo di vita \u0435 ancora oggi in coltivazione.<\/strong> Nella graduatoria pubblicata nel 1985 figurano in ordine di preferenza: la <em>Rosa gallica versicolor,<\/em> forse pi\u00f9 conosciuta con l\u2019appellativo &#8216;Rosa Mundi&#8217;, la sarmentosa &#8216;Zephirine Drouhin&#8217; discendente da <em>Rosa borboniana<\/em>, &#8216;Madame Hardy&#8217; ibrido di <em>Rosa damascena<\/em>, &#8216;\u0421\u00e9\u0441il\u0435 Brunner&#8217; (che ha la <em>Rosa chinensis<\/em> tra i suoi ascendenti) rifiorente, profumata, con fiori in miniatura di eccellente forma.<\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019ulteriore dimostrazione dell\u2019indubbia validit\u00e0 e del crescente interesse per le rose antiche da parte dei rosaisti appassionati, attratti dal particolare disegno di quelle corolle, dal profumo dei petali, dal colore glauco di talune foglie, ma anche dal potenziale pericolo della scomparsa di questa \u043e quella variet\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;aiuola dei rosai antichi nobilit\u00e0 il giardino cosi come un quadro di Jan Brueghel il luogo che lo ospita; ma i rosai antichi dovranno essere coltivati in aiuola separate da quella dei rosai di oggi. Grazie \u0430 una ibridazione ragionata \u0435 \u0430 una continua selezione, questi hanno acquisito qualit\u00e0 un tempo mancanti \u043e esigue, tuttavia le conseguenti trasformazioni hanno anche cancellato quanto oggi costituisce il fascino delle vecchie variet\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Alexandre_Girault_1910.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-964\" title=\"Alexandre_Girault_1910\" src=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Alexandre_Girault_1910.jpg\" alt=\"\" width=\"283\" height=\"209\" \/><\/a><strong>Jules Gravereaux, il fondatore del roseto storico di Hay les Roses,<\/strong> il rosaista dilettante pi\u00f9 qualificato del periodo tra la fine del secolo scorso \u0435 l\u2019inizio dell\u2019attuale, usava dire: \u00abUn roseto dove non trovino posto variet\u00e0 antiche \u00e8 come una donna bella ma stupida\u00bb.<\/p>\n<p>Conclusa la panoramica sulle rose ibride di t\u00e8 di ieri \u0435 di quelle dai petali in colori non consueti, \u00e8 venuto il momento di dare un cenno orientativo sulle variet\u00e0 affermatesi negli anni di questo dopoguerra, considerando titolo valido per l\u2019inclusione nelle tre liste decennali (dal 1945 \u04301 1974) le attuali loro possibilit\u00e0 di confrontarsi con le rose di oggi.<\/p>\n<p><strong>Malgrado la migliore intenzione di non commettere omissioni volontarie<\/strong>, la compilazione di tali liste lascia necessariamente in disparte una notevole percentuale di variet\u00e0 interessanti; \u00e8 auspicabile che le possibili recriminazioni si attenuino consentendo di dare alle segnalazioni valore essenzialmente esemplificativo \u0435 per l\u2019opportunit\u00e0 di rilevare nelle schede botaniche le caratteristiche essenziali di meritevoli variet\u00e0 non incluse negli elenchi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Variet\u00e0 H\u0422 (unifiore \u043e \u0430 fiore grande rappresentative del decennio 1945-1954)<\/em><\/p>\n<p>&#8216;\u041cadame Meilland&#8217;, fiore rosa chiaro, ottenitore Meilland, Francia 1945<\/p>\n<p>&#8216;\u0415n\u0430 Harkness&#8217;, f. rosso brillante, Norman, U.K. 1946<\/p>\n<p>&#8216;\u041eper\u0430&#8217;, f. rosso con base gialla, Gaujard, Francia 1949<\/p>\n<p>&#8216;Madame Kriloff, f. giallo arancio con venature rosa, Meilland, Francia 1949<\/p>\n<p>&#8216;Grand-m\u00e9re Jenn\u00e0&#8217;, f. giallo con sfumature carminio, Meilland, Francia 1950<\/p>\n<p>&#8216;Karl Herbst&#8217;, f. rosso, Kordes, Germania Federale 1950<\/p>\n<p>&#8216;Sutter&#8217;s Gold&#8217;, f. giallo con sfumature rosa arancio, Swim, USA 1950<\/p>\n<p>&#8216;First Love&#8217;, f. rosa carico, Swim, USA 1951<\/p>\n<p>&#8216;Chr\u00e0sler Imperial&#8217;, f. rosso scuro, Lammerts, USA 1952<\/p>\n<p>&#8216;Tiffany&#8217;, f. nelle tonalit\u00e0 del rosa, Lindquist, USA 1954<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Variet\u00e0 \u041d\u0422 (unifiore \u043e \u0430 fiore grande rappresentative del decennio 1955-1964)<\/em><\/p>\n<p>&#8216;Kordes Perlecta&#8217;, f. bianco crema \u0435 rosso, Kordes, Germania Federale 1957<\/p>\n<p>&#8216;Rose Gaujard&#8217;, 1. rosso con rovescio rosa \u0435 argento, Gaujard, Francia 1957<\/p>\n<p>&#8216;Wend\u00e0 Cussons&#8217;, f. rosa intenso, Gregory, U.\u041a. 1959<\/p>\n<p>&#8216;Piccadilly&#8217;, f. rosso con rovescio giallo, McGredy, Irlanda del Nord 1960<\/p>\n<p>&#8216;Super Star&#8217;, f. mandarino, Tantau, Germania Federale 1960<\/p>\n<p>&#8216;Papa Meilland&#8217;, f. rosso scuro, Meilland, Francia 1963<\/p>\n<p>&#8216;Pascali&#8217;, f. bianco, Lens, Belgio 1963<\/p>\n<p>&#8216;Duftwolke&#8217; (sin.: &#8216;Fragrant CloudL\u2019, &#8216;Nuvola profumata&#8217; &#8216;Nuage paifume), f. rosso corallo, Tantau, Germania Federale 1964<\/p>\n<p>&#8216;Mainzer Fastnacht&#8217; (sin.: &#8216;Blue Moon&#8217;, &#8216;Sissi\u2019), f. lilla argento, Tantau, Germania Federale 1964<\/p>\n<p>&#8216;Mister Lincoln&#8217;, f. rosso scuro, Swim &amp; Weeks, USA 1964.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Variet\u00e0 \u041d\u0422 (unifiore \u043e \u0430 fiore grande rappresentative del decennio 1966-1974)<\/em><\/p>\n<p>&#8216;Ernest \u041d. Morse&#8217;, f. rosso scuro, Kordes, Germania Federale 1965<\/p>\n<p>&#8216;Grandpa Dickson&#8217;, f. giallo chiaro, sfumature rosa, Dickson, Irlanda del Nord 1966<\/p>\n<p>&#8216;Lady \u0425&#8217;, f. malva lilla, Meilland, Francia 1966<\/p>\n<p>&#8216;Versailles&#8217;, (sin: &#8216;Castel\u2019), f. rosa madreperla, Delbard, 1967<\/p>\n<p>&#8216;First Prize&#8217;, f. avorio con sfumature rosa ai margini, Boerner, USA\u00a0 1970<\/p>\n<p>&#8216;Landora&#8217; (sin.: &#8216;Sunblest), f. giallo, Tantau, Germania Federale 1970<\/p>\n<p>&#8216;Alexander&#8217;, (sin.: &#8216;Alexandra&#8217;), f. arancio-rosa-mandarino, Harkness, U.K. 1972<\/p>\n<p>&#8216;Grand Nord&#8217;, f. bianco, Delbard, Francia 1973<\/p>\n<p>&#8216;Lil\u00e0 de Gerlache&#8217;, 1. rosa carico, Ist. Piante \u041ern.li, Belgio 1973<\/p>\n<p>&#8216;Sonia Meilland&#8217;, f. rosa chiaro, Meilland, Francia 1973.<\/p>\n<p><strong>Tutte queste variet\u00e0 si potrebbero situare ai primi posti nella &#8220;storia&#8221;<\/strong> delle rose moderne, stante l\u2019ormai lungo collaudo di esperienze e di valutazioni, mentre le variet\u00e0 degli ultimi anni fanno parte dell\u2019attualit\u00e0 che, per sua natura, esprime apprezzamenti soggetti \u0430 revisione. Infatti i coefficienti clima, terreno e parallelo incidono sensibilmente sul rendimento delle singole variet\u00e0 \u0435 spesso, con il passare degli anni, determinano risultati inattesi. Pertanto, nell\u2019effettuare valutazioni per un successivo acquisto, il confronto dovr\u00e0 essere fatto in condizioni climatiche e di substrato il pi\u00f9 possibile analoghe \u0430 quelle del sito loro destinato.<\/p>\n<p>Per fornire ai potenziali acquirenti riferimenti utili sulle influenze ambientali, un notevole numero di<strong> rosai \u2013 novit\u00e0 annualmente ottenuti da ibridatori di ogni nazione vengono coltivati per due anni in roseti sperimentali<\/strong> siti in differenti zone climatiche. Su tale argomento si torner\u00e0 \u0430 parlare in altro capitolo; qui baster\u00e0 un cenno sulla ben diversificata dislocazione di tali sedi in Europa, dove sono interessate una dozzina di nazioni dalla Spagna all\u2019Italia nel settore meridionale, fino all&#8217;Irlanda \u0435 all&#8217;Olanda \u0430 settentrione. I risultati conseguiti \u0435 l&#8217;esito dei raffronti possono servire di orientamento tenendo tuttavia presente che non tutti gli ibridatori inviano le loro novit\u00e0 \u043e le inviano in talune sedi \u0435 non in altre.<\/p>\n<p>Con tutte le riserve sopra espresse, tentiamo ora la segnalazione commentata di alcune variet\u00e0 \u041d\u0422 commercializzate nella decade 1975-1985 iniziando da quelle ottenute negli Stati Uniti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Double-Delight.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-965\" title=\"Double Delight\" src=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Double-Delight.jpg\" alt=\"\" width=\"142\" height=\"146\" \/><\/a><strong>&#8216;Double Delight&#8217;:<\/strong> il colore dei petali ha un&#8217;alternanza di rosso e di bianco, nel 1977 fu riconosciuta meritevole dell&#8217;All-America Rose Selection, massima ricompensa americana, nel 1985, in occasione della World Rose Conference tenutasi \u0430 Toronto, \u0435 stata inclusa nel novero delle Worlds Favourite Rose. In precedenza ha avuto una serie di riconoscimenti anche in Europa (per es.: medaglia d\u2019Oro \u0430 Roma e Baden Baden, premio per il profumo \u0430 Ginevra \u0435 all\u2019Aia. Malgrado questo medagliere, in alcune zone non da i risultati che sarebbe lecito attendersi).<\/p>\n<p>&#8216;Paradise&#8217;, anch&#8217;essa riconosciuta degna, l\u2019anno successivo, dall\u2019All &#8211; America Rose Selection si distingue per l\u2019originale colore rosa lilla pi\u00f9 vivo lungo i margini.<\/p>\n<p>&#8216;Pristine&#8217;, dagli opulenti petali color avorio, dovrebbe considerarsi adatta nel clima medio italiano avendo conquistato la medaglia d\u2019oro nel Premio Roma 1980 \u0435 quella d&#8217;argento \u0430 Monza lo stesso anno.<\/p>\n<p>Da alcuni anni le novit\u00e0 di Sam McGredy, invece che dall\u2019Irlanda del Nord, arrivano dalla Nuova Zelanda; &#8216;Olympiad&#8217;, definita in possesso del rosso pi\u00f9 stabile dall\u2019inizio alla conclusione della fioritura, \u00e8 rientrata nella terna vincitrice dell&#8217;AARS 1984 ed e stata accolta tra i simboli ufficiali dei giochi olimpici di quell\u2019anno. Sam McGredy sta da alcuni anni tentando vie nuove con le &#8220;rose dipinte \u0430 mano&#8221;, di cui si parler\u00e0 in un paragrafo pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p>Le due maggiori ditte rosaistiche germaniche puntano su variet\u00e0 che in aggiunta ai requisiti tradizionali hanno anche un intenso profumo: &#8220;Duftgold&#8217; (Tantau 1981, f. giallo oro) \u0435 &#8216;Duftzauber&#8217; (Kordes 1984, rosso luminoso), mentre nei colori non usuali si sono affermate &#8216;Esmeralda&#8217; sinu &#8216;Keepsake&#8217; (Kordes 1981, rosa antico), &#8216;Jacaranda&#8217; (Kordes 1985, f. Iilla) \u0435 &#8216;Black Lady&#8217; (Tantau 1976, f. rosso nero).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Silver-Jubilee.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-968\" title=\"Silver Jubilee\" src=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Silver-Jubilee.jpg\" alt=\"\" width=\"142\" height=\"143\" \/><\/a><strong>&#8216;Silver Jubilee&#8217;<\/strong> (Dickson, Irlanda del Nord 1978) con un forte scarto di punti sul secondo e in testa alla classifica della Royal National Rose Societ\u00e0 riguardante le variet\u00e0 con fiori grandi (HT).<\/p>\n<p>Jack Harkness nel suo eccellente manuale Roses attribuisce un massimo di cinque stelle (cosi come si usa nella classifica degli alberghi) ai rosai pi\u00f9 in vista d&#8217;ogni tipo, d&#8217;ogni tempo \u0435 d&#8217;ogni provenienza. Nella decade che ci interessa questa distinzione \u00e8 attribuita \u0430 &#8216;Silver Jubilee&#8217; \u0435 a quelle variet\u00e0 che rientrano in nostre liste precedenti: &#8216;Sonia Meilland\u2019 \u0435 &#8216;Wendy Cussons&#8217;. Nella sezione delle quattro stelle il primo posto e attribuito ad &#8216;Alexander&#8217;, variet\u00e0 rosa arancio ottenuta dallo stesso Harkness nel 1972.<\/p>\n<p>La Francia mantiene viva l\u2019eccellente reputazione di patria di rose famose. <strong>Meilland<\/strong> propone: &#8216;Princesse de Monaco&#8217; (1982, f. bianco crema con margini soffusi di rosso), &#8216;Louis de Funds&#8217; (1983, f. bicolore rosso \u0435 giallo), &#8216;\u00c0ves Piaget&#8217; (rosa &#8216;Ne\u00e0ron&#8217;, 1984), una rosa che sembra una peonia profumatissima, \u0435\u0441\u0441. <strong>Georges Delbard<\/strong>, \u00e8 un altro grande non da meno: il suo recentissimo successo \u00e8 dedicato \u0430 &#8216;Madame Georges Delbard&#8217; (1985) definita la pi\u00f9 rossa tra le rose rosse, ma recenti sono anche le sue &#8216;Dioressence&#8217; (1984), &#8220;la profumatissima rosa blu&#8221;, &#8216;Satellite&#8217; (f. rosso corallo, 1982), &#8216;Epidor&#8217; (giallo, 1980), &#8216;Grand Siecle&#8217;, (bianco latte e rosa tenero, 1977), &#8216;La Marseillaise&#8217; (rosso ribes, 1976), &#8216;Nil Bleu&#8217; (malva lilla, 1975). Prima di concludere questa necessariamente stringata panoramica non pu\u00f2 mancare almeno la personale citazione dei nomi di <strong>Laperi\u00e9rre<\/strong> \u0435 di <strong>Jean Gaujard<\/strong>, continuatore dell\u2019azienda che fu di <strong>Joseph Pernet-Ducher<\/strong>, di <strong>Combe<\/strong>, <strong>Croix<\/strong>, <strong>Dorieux<\/strong>, <strong>\u0415y\u0435<\/strong>,<strong> Kriloff<\/strong>, <strong>Orard<\/strong>, <strong>Pekmez<\/strong>, <strong>Pineau<\/strong>, esponenti delle successive generazioni di ibridatori francesi. Tra gli altri ibridatori europei pi\u00f9 attivi troviamo, ancora in Gran Bretagna, <strong>Cants<\/strong>, <strong>Fryers<\/strong>, <strong>Le Grice<\/strong>, <strong>Loads<\/strong>, <strong>Mattock<\/strong>, \u0435\u0441\u0441.; in Danimarca, <strong>Poulsen<\/strong>; in Belgio, <strong>Lens<\/strong>; in Olanda, <strong>De Ruiter<\/strong> e <strong>Interplant<\/strong>; in Spagna,<strong> Dot<\/strong>. Della vecchia guardia italiana rimangono in attivit\u00e0 i<strong> Cazzaniga<\/strong> e i <strong>Mansuino<\/strong> ma altri ne hanno seguito l\u2019esempio, consapevoli che il costitutore di nuove rose oggi non deve restringere il campo d&#8217;azione agli incroci tra variet\u00e0 di successo, ma deve puntare anche su nuove specie e razze nella speranza di immettere nella progenie un requisito tra i molti ancora perfettibili: moltiplicazione per talea, eliminazione \u043e attenuazione della spinosit\u00e0, coltivazione in recipienti, accresciuta rifiorenza nei rosai sarmentosi, resistenza alle malattie crittogamiche pi\u00f9 diffuse.<\/p>\n<p>\u0410 proposito di quest&#8217;ultima voce, \u0435 sintomatica la constatazione che in<strong> una statistica pubblicata dalla Royal National Rose Societ\u00e0 nel 1985<\/strong> comprendente<strong> le dieci variet\u00e0 pi\u00f9 resistenti alle malattie<\/strong>, soltanto tre sono entrate in commercio negli anni Settanta, tutte le altre precedentemente. Anche se tale indagine prende in esame, in grande maggioranza, variet\u00e0 ottenute nel Regno Unito, si potrebbe comunque dedurne che di fronte agli indubbi progressi conseguiti nella durata della fioritura, nelle tinte e nel profumo dei petali e in altri settori, non \u0441&#8217;\u00e8 stato un parallelo progresso nella difesa dei rosai dagli attacchi dei parassiti vegetali. Ne deve conseguire la convinta necessit\u00e0 che l\u2019ibridatore non pu\u00f2 improvvisare, bens\u00ec deve fare affidamento sulla sua preparazione genetica e attuare un\u2019ibridazione ragionata \u0435 un&#8217;accurata selezione. Da parecchi anni ci si \u00e8 accorti che la denominazione rosai ibridi di t\u00e8 non \u0435 pi\u00f9 botanicamente rispondente e si cerca un altro appellativo; \u00e8 una iniziativa determinata non soltanto dall\u2019avvenuto meticciamento con tante specie, ma anche da un prevedibile, ulteriore confluire di altri ascendenti.<\/p>\n<p><em>Impiego dei rosai \u0430 fiore grande (HT)<\/em><\/p>\n<p><strong>I rosai<\/strong> ora esaminati posseggono <strong>una duplice attitudine<\/strong>: quella di formare<strong> cespugli con fiori eleganti<\/strong> (definiti tradizionalmente ibridi di t\u00e8) \u0435 con la prerogativa, almeno nel corso della prima fioritura, di produrre <strong>gambi unifiori adatti ad essere recisi<\/strong>; \u00e8 consigliabile che le due capacit\u00e0 siano reputate alternative. Infatti, se consideriamo che questi rosai vengono apprezzati per la qualit\u00e0 pi\u00f9 che per la quantit\u00e0 dei loro fiori, dobbiamo convenire che essi potranno adempiere il loro compito decorativo in aiuola se tutti i fiori verranno lasciati sulla pianta. La possibilit\u00e0 di fornire i fiori da recidere potrebbe essere riservata a variet\u00e0 particolarmente adatte, coltivate in un settore non di rappresentanza. Sia nell\u2019uno che nell\u2019altro caso, \u00e8 consigliabile che i gruppi siano formati da un&#8217;unica variet\u00e0: l\u0430 macchia di colore risulter\u00e0 molto pi\u00f9 efficace di quella offerta da fiori di tinte diverse; \u0430 maggior ragione, anche chi intende utilizzare i fiori recisi ha validi motivi di preferire corolle uniformi per tinta e disegno.<\/p>\n<p>Alcuni appassionati condizionano la scelta delle variet\u00e0 alla presenza del profumo dei fiori. Oggi, come nel passato, esistono variet\u00e0 profumatissime e altre inodori \u0435 nelle nostre schede descrittive tale requisito e messo in evidenza.<\/p>\n<p>\u0410 sostegno della tesi che suggerisce di non recidere i fiori dai rosai che hanno una funzione scenografica nel giardino, viene in soccorso la constatazione che le rose pi\u00f9 serbevoli, perci\u00f2 le pi\u00f9 adatte \u0430 essere recise, raramente sono profumate in quanto la lunga durata \u00e8 in gran parte dovuta \u0430 una soda consistenza dei petali, condizione che preclude la fragranza. Ecco perch\u00e9 le rose offerte dai fioristi hanno il requisito della lunga durata e pochissimo \u043e nessun profumo. <strong>Nel recidere i fiori si tenga presente la norma che suggerisce di effettuare il taglio pi\u00f9 \u043e meno nel settore centrale del gambo<\/strong> immediatamente al di sopra di una gemma che &#8220;guarda&#8221; verso l\u2019esterno del cespuglio.<\/p>\n<p>La lunghezza dell\u2019aiuola destinata ad accogliere i rosai dipende esclusivamente dalla disponibilit\u00e0 di spazio e dalla scelta personale; per rendere agevoli le irrigazioni, il diserbo, le sarchiature e le concimazioni invece opportuno che ogni filare non abbia pi\u00f9 di tre rosai affiancati. Ne consegue che, \u0430 seconda del loro portamento e della loro vigoria, la larghezza del filare si aggirer\u00e0 tra un metro e mezzo e poco meno di due metri.<\/p>\n<p><em>Rosa multiflora-polyantha<\/em> e <em>floribunda<\/em><\/p>\n<p>Nel <strong>1784<\/strong> il botanico svedese <strong>Carl Peter Thunberg<\/strong> scopr\u00ec in Giappone una vigorosa specie sarmentosa del genere Rosa che denomin\u00f2 <em>Rosa multiflora<\/em>; aveva caratteristiche infiorescenze formate da una moltitudine di piccoli fiori semplici, bianchi, in panicoli piramidali non rifiorenti. Esattamente sessant&#8217;anni dopo, i botanici tedeschi<strong> Siebold<\/strong> e <strong>Zuccarini<\/strong>, ignorando la precedente scoperta, dettero alla stessa specie, che anch&#8217;essi avevano individuata, il nome di Rosa polyantha cio\u00e8 la forma grecizzata del preesistente appellativo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Carl-Peter-Thunberg.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-966\" title=\"Carl Peter Thunberg\" src=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Carl-Peter-Thunberg-219x300.jpg\" alt=\"\" width=\"219\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Carl-Peter-Thunberg-219x300.jpg 219w, https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Carl-Peter-Thunberg.jpg 245w\" sizes=\"auto, (max-width: 219px) 100vw, 219px\" \/><\/a><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 da aggiungere che il codice di nomenclatura botanica riconosce il diritto di priorit\u00e0 alla prima denominazione validamente pubblicata, ma vedremo tra breve che le leggi anche in campo botanico trovano talvolta difficolt\u00e0 di applicazione.<\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 del secolo scorso, Lione era la sede di attivi e qualificati rosaisti ibridatori francesi che in quel periodo primeggiavano in Europa; baster\u00e0 citare i nomi di <strong>Bernaix<\/strong>, <strong>Dubreuil<\/strong>, <strong>Ducher<\/strong>, <strong>Guillot<\/strong>, <strong>Pernet-Ducher<\/strong>, <strong>Rambaud<\/strong>.<\/p>\n<p>Le informazioni sulla nascita del primo rosaio \u0430 cespuglio, molto rifiorente con fiori piccoli \u0435 doppi, contrastano l\u2019una con l\u2019altra, ma la pi\u00f9 accreditata informa che, intorno al 1865, il vivaista <strong>Jean Baptiste Guillot<\/strong> (Guillot fils) entr\u00f2 in possesso di semi di <em>Rosa multiflora<\/em> nel corso di ripetute semine queste dettero vita \u0430 rosai di bassa statura e rifiorenti (caratteri che si reputano acquisiti da un incrocio avvenuto, nel paese d&#8217;origine probabilmente, tra la sarmentosa <em>Rosa multiflora<\/em> e la <em>Rosa chinensis minima<\/em>), poi manifestatisi nelle semenzali della seconda generazione.<\/p>\n<p>Tra questi, uno si distingueva per la piccola taglia e i fiori doppi, bianchi, precoci (ciascuno un paio di centimetri di diametro), in mazzetti; Jean Baptiste Guillot ne fu ben impressionato e la mise in commercio con il nome di &#8216;Paquerette&#8217;. Nel 1881, l\u043e stesso ibridatore introdusse un secondo rosaio che si distingueva solo per il colore rosa dei petali; lo chiam\u00f2 &#8216;Mignonette&#8217;.<\/p>\n<p>&#8216;Paquerette\u2019 \u00e8 dunque la capostipite della razza che &#8211; in tutto il mondo &#8211; disobbedendo al codice di nomenclatura botanica, si chiam\u00f2 polyantha \u0435 non multiflora come vorrebbero le su citate norme. Con le sue filiazioni (ibridi di &#8216;polyantha&#8217; \u0435 &#8216;floribunda&#8217;) da oltre un secolo si \u00e8 progressivamente affermata quale pianta legnosa insuperabile nel compito di contribuire con luminose macchie di colore al durevole abbellimento dei giardini pubblici e privati.<\/p>\n<p>Seguirono altre variet\u00e0, tutte ottenute da semine \u043e <em>sports<\/em> di &#8216;polyantha&#8217;: &#8216;Gloire des Polyantha&#8217; 1887, f. rosa vivo; &#8216;\u041c\u0430ri\u0435 \u0420\u0430vi\u0435&#8217; 1888, f. rosa chiaro, profumato; &#8216;Katharine Zeimet&#8217; 1901, f. bianco puro, profumato, \u0435 tante altre.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Perle-d\u2019Or.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-969\" title=\"Perle d\u2019Or\" src=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Perle-d\u2019Or.jpg\" alt=\"\" width=\"142\" height=\"130\" \/><\/a>\u00c8 opportuno tener presenti alcuni aspetti caratteristici della nuova razza: fiori piccoli (2-4 cm di diametro) tendenzialmente appiattiti, semplici \u043e doppi in fitti mazzi presenti dalla primavera all\u2019autunno; foglie ruvide, opache, l\u2019assenza di tali segni di riconoscimento, l\u2019affusolato disegno dei fiori \u0435 le piccole foglie appuntite hanno consigliato di trasferire ad altro raggruppamento (ibridi di <em>Rosa chinensis<\/em>) due tra le pi\u00f9 ammirate variet\u00e0 \u0430 fiore piccolo (&#8216;\u0421\u00e9\u0441il\u0435 Brunner&#8217; 1880 \u0435 &#8216;Perle d\u2019Or&#8217; 1883) che nel periodo iniziale vi erano state incluse in quanto uno dei genitori era presunto discendente di <em>Rosa multiflora<\/em>; fu comunque\u00a0 l\u2019altro genitore \u0430 trasmettere l\u2019influenza morfologica e genetica.<\/p>\n<p>Un importante tentativo di inserire nei petali il colore rosso brillante fino allora assente, fu operato da Theodore Levavasseur, un valente rosaista bretone poi trasferitosi \u0430 Orleans. Nel 1893 era arrivato dal Giappone il primo rosaio sarmentoso con fiori di un colore rosso luminoso, massicciamente disposti in ampie infiorescenze piramidali; fu chiamato &#8216;Crimson Conquest&#8217; ed \u0435 un probabile ibrido R. multiflora \u0445 R. wichureiana. Suscit\u00f2 tale interesse da indurre perfino la Regina Vittoria ad ammirarlo mentre era in fiore nei vivai Turner di Slough nel Buckinghamshire. Levavasseur non ebbe esitazioni \u0435 oper\u00f2 impollinazione di &#8216;Crimson Conquest&#8217; con &#8216;Gloire des Polyantha&#8217; riuscendo, tra gli altri requisiti, \u0430 produrre un forte cespuglio con bassa vegetazione, tanti fiori rosso cremisi, molto rifiorente, che si chiama &#8216;\u041cm\u0435 Norbert Levavasseur&#8217;, in omaggio alla giovane moglie di uno dei comproprietari dell\u2019azienda. La variet\u00e0 cos\u00ec ottenuta (1903) sarebbe divenuta capostipite di una importante discendenza sia mediante incroci (&#8216;Orleans Rose&#8217; 1909; &#8216;Ellen Poulsen&#8217; 1911), sia mediante mutazione gemmaria, facolt\u00e0 che si manifest\u00f2 intensamente anche in &#8216;Orleans Rose&#8217; dando vita, tra l\u2019altro, \u0430 &#8216;Miss Edith Cavell&#8217;, 1917 \u0435 \u0430 &#8216;Coral Cluster&#8217;, 1921.<\/p>\n<p>Anche se gi\u00e0 prima del 1924 era stato attuato qualche tentativo di ibridazione di rose polyantha con variet\u00e0 di <em>R. chinensis<\/em> (per es.: &#8216;Cecile Brunner\u2019), di R. wichureiana (per es.: &#8216;\u00c0vonne Rabier), di ibride di t\u00e8 (per es.: &#8216;Joseph Gu\u00e0&#8217; = &#8216;La Fa\u00e0ette&#8217;), fu in quell\u2019anno che il rosaista danese Svend Poulsen, continuando il lavoro gi\u00e0 intrapreso dal padre, ottenne il suo primo rosaio con la resistenza al freddo gi\u00e0 dimostrata dalle polyantha ma pi\u00f9 vigoroso, con portamento eretto, fogliame glabro e ampie infiorescenze in colori luminosi.<\/p>\n<p>Il risultato fu raggiunto con &#8216;<strong>Else Poulsen<\/strong>&#8216; (f. rosa vivo) \u0435 l\u2019anno successivo con &#8216;Kirsten Poulsen&#8217; (fiori semplici rosso ciliegia), entrambe frutto del duplice matrimonio di &#8216;Orleans Rose&#8217; con &#8216;Red Star&#8217;, un\u2019ibrida di t\u00e8 con fiori di colore rosso; per il portamento, l\u2019ampiezza \u0435 il colore dei fiori le due variet\u00e0 Poulsen sono considerate capostipiti dei rosai &#8216;ibridi di polyantha&#8217;, razza che avrebbe avuto un ruolo importante negli anni seguenti offrendo variet\u00e0 di merito tra le quali ricordiamo i primi successi &#8216;Donald Prior&#8217; (1930), &#8216;Bett\u00e0 Prior&#8217; (1934) \u0435 &#8216;Bab\u00e0 Chateau&#8217; (1936), modesto rosaio da giardino ma iniziatore di una discendenza nella quale si maturer\u00e0 l\u2019atteso colore scarlatto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Else-Poulsen.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-974\" title=\"Else Poulsen\" src=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Else-Poulsen.jpg\" alt=\"\" width=\"142\" height=\"127\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le variet\u00e0 ibride di polyantha hanno in quegli anni il loro momento magico; si succedono nomi su nomi e almeno alcuni non possono essere dimenticati: &#8216;Dagmar Spath&#8217; (sport di &#8216;Joseph Gu\u00e0&#8217;), &#8216;Daint\u00e0 Maid&#8217; (con fiori profumati), &#8216;Orange Triumph&#8217; (progenitrice di numerosa discendenti).<\/p>\n<p><strong>Finalmente nel 1938, quarant&#8217;anni dopo l&#8217;avvento del giallo nelle ibride di t\u00e8, con &#8216;Poulsen Yellow&#8217; si ha la prima ibrida di polyantha con petali pi\u00f9 \u043e meno gialli,<\/strong> seguita nel 1939 da &#8216;Minna Kordes&#8217; che deve molta della sua popolarit\u00e0 negli Stati Uniti al nome &#8216;americano&#8217; &#8216;World&#8217;s Fair&#8217; cio\u00e8 &#8216;Fiera mondiale&#8217;, clamoroso avvenimento che si teneva quell&#8217;anno \u0430 New York.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Poulsen-Yellow.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-975\" title=\"Poulsen Yellow\" src=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Poulsen-Yellow.jpg\" alt=\"\" width=\"239\" height=\"234\" \/><\/a>Si deve aggiungere poi &#8216;Independence&#8217; (= &#8216;Kordes Sondermeldung&#8217;) con petali vermigli, il colore che, in passato, era fornito dalla cocciniglia (vermicuIus), mai prima apparso sui petali di una rosa. Dai registri ufficiali appare introdotta in commercio nel 1949 ma, gi\u00e0 nel 1943, aveva ottenuto la medaglia d\u2019oro nel concorso di Bagatelle: figlia di &#8216;Crimson Glory&#8217; \u0435 di &#8216;Bab\u00e0 Chateau&#8217;, al pari di quest&#8217;ultimo rosaio non entusiasma in aiuola ma ha avuto il privilegio di trasmettere alla discendenza il pigmento della pelargonidina, fattore determinante di quella tonalit\u00e0 di successo oggi frequente nelle rose, definita dai cataloghi rosso geranio, rosso vivo, ceralacca, vermiglio, vermiglione, scarlatto, arancio scarlatto.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 \u043e meno in questo periodo,<strong> l\u2019appellativo commerciale &#8216;floribunda&#8217; (che in America aveva gi\u00e0 soppiantato da alcuni anni quello di ibrido di polyantha) cominci\u00f2 \u0430 essere adottato anche in Europa<\/strong>; inizialmente ebbe scarsa applicazione, poi divenne familiare specialmente quando per i ricorrenti matrimoni con variet\u00e0 ibride di t\u00e8, i fiori, pur sempre \u0430 mazzi, tesero \u0430 imitare il disegno di queste ultime.<\/p>\n<p>Alla fine del conflitto mondiale, i giardini spalancarono le porte \u0430 questi rosai che, grazie alla rigogliosa e continua fioritura, svolgevano il ruolo fino ad allora affidato \u0430 piante annuali e ai gerani.<\/p>\n<p>Il mondo, con la pace, accolse grato ed entusiasta: &#8216;Goldilocks&#8217; (1945) per l\u2019efficacia decorativa dei suoi fiori giallo puro; &#8216;Frensham&#8217; (1946), ottenuta da<strong> \u0410. Norman<\/strong>, valentissimo dilettante inglese, &#8220;il pi\u00f9 bel rosso nella sua classe&#8221;; &#8216;Alain&#8217; (1946), controparte francese di &#8216;Frensham&#8217;, dedicate da <strong>Francis Meilland<\/strong> al primo figlio in occasione del suo sesto compleanno. Ma ancor pi\u00f9 fu oggetto di molti commenti per il nuovo colore &#8216;Lavender Pinocchio&#8217; (1948) con petali rosa lilla gradevolmente profumati. &#8216;Fashion&#8217; (1949) suscit\u00f2 sorpresa e ammirazione per il delicato, nuovissimo colore salmone-pesca e i ben disegnati fiori; questa variet\u00e0 e purtroppo soggetta alla macchia nera (ticchiolatura) \u0435 alla ruggine, ma non nelle zone industriali, fittamente urbanizzate con intenso traffico: l\u2019inquinamento atmosferico, infatti, offre questo amaro compenso &#8216;Masquerade&#8217; (1949) fece scalpore al suo apparire per il succedersi nei petali del giallo, del rosa e del rosso; lontana eredit\u00e0, mai prima manifestatasi, della <em>Rosa chinensis mutabilis<\/em> il suo complesso patrimonio genetico e stato esaltato da una serie intermedia di eccellenti progenitori. &#8216;Schweizer Gruss&#8217; = &#8216;Red Favorite&#8217; = &#8216;\u041d\u043ell\u00e4nderin&#8217; (1951) \u00e8 un rosaio basso ben ramificato con infiorescenze rosso scuro lucente, mentre quasi arbustivo \u00e8 il portamento di &#8216;Marchenland&#8217; con lucido fogliame e tanti fiori rosa.<\/p>\n<p><strong>Il 1954 \u00e8 una data da ricordare poich\u00e9 entrarono nei giardini &#8216;Rosemar\u00e0 Rose&#8217;, &#8220;moderna edizione di rosa antica&#8221;, \u0435 &#8216;Spartan&#8217;, fiorifera e rifiorente come dev&#8217;essere una floribunda, ma con fiori che sembrano quelli di un\u2019ibrida di te.<\/strong> Tuttavia, la pietra miliare sar\u00e0 &#8216;<strong>Queen Elizabeth<\/strong>&#8216;, nata da &#8216;Charlotte Armstrong&#8217; \u0445 &#8216;Floradora&#8217;: sbalordisce per vigoria, portamento, luminosit\u00e0 dei petali, eleganza dei fiori portati da forti steli, floribundit\u00e0 \u0435 rifiorenza. Sappiamo che la prima variet\u00e0 definita ufficialmente Worlds Favourite Rose fu &#8216;Gioia&#8217;, ma la successiva designazione ha premiato &#8216;Queen Elizabeth&#8217;.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Queen-Elizabeth.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-976\" title=\"Queen Elizabeth\" src=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Queen-Elizabeth.jpg\" alt=\"\" width=\"142\" height=\"107\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Questa variet\u00e0 segna una tappa importante nell\u2019evoluzione della rosa:<\/strong> gli ampi fiori ben formati quasi sempre riuniti in mazzi \u0435 l&#8217;ascendente paterno (&#8216;Floradora&#8217;) portano \u0430 iscrivere il nuovo rosaio tra le &#8216;floribunda&#8217; mentre la prerogativa di ben figurare sia come esemplare isolato sia per costituire ammiratissime siepi folte di fiori ampi e ben disegnati sugger\u00ec, per il lancio commerciale negli Stati Uniti,<strong> di costituire per &#8216;Queen Elizabeth&#8217; una nuova razza denominata &#8216;Grandiflora&#8217;.<\/strong> Tale appellativo non ha raccolto grandi consensi tra i rosaisti europei; questi in precedenza avevano accettato il termine &#8216;floribunda&#8217;, anch&#8217;esso made in USA, ora, invece della nuova denominazione, proponevano di completare, quand&#8217;era il caso, il nome &#8216;floribunda&#8217; con la precisazione &#8220;tipo ibrida di t\u00e8&#8221;.<\/p>\n<p>Da allora sono trascorsi pi\u00f9 di trent&#8217;anni l\u2019accordo non \u00e8 stato ancora raggiunto.<\/p>\n<p>Le variet\u00e0 successivamente incluse tra le &#8216;Grandiflora&#8217; sono in maggioranza di origine americana (&#8216;Montezuma&#8217;, &#8216;Carrousel&#8217;, &#8216;0)\u0435&#8217;, &#8216;Pink Parfait&#8217;, \u0435\u0441\u0441.) ma non mancano &#8216;Miss France&#8217; \u0435 &#8216;Sonia Meilland&#8217; (Francia) \u0435 alcune variet\u00e0 di altri ibridatori, tra i quali Kordes e Tantau (Germania Federale), spesso classificate &#8216;grandiflora&#8217; negli Stati Uniti \u0435 ibride di t\u00e8 \u043e &#8216;floribunda&#8217; nei paesi d&#8217;origine.<\/p>\n<p>Due anni dopo L\u2019introduzione in commercio di &#8216;Queen Elizabeth&#8217;, rosaio vigorosissimo, fu la volta di &#8216;Allgold&#8217; dalla piccola statura e dai grandi requisiti: i fiori, dal caldo colore giallo oro che non sbiadisce, la consistente floribundit\u00e0 \u0435 rifiorenza, le lucide foglie, la vegetazione ben ramificata possono sostenere il confronto con variet\u00e0 di oggi.<\/p>\n<p>Nell&#8217;anno 1957 apparve &#8216;Sarabande&#8217;, un altro rosaio di bassa statura ma con portamento aperto che si fa notare per i fiori semidoppi con una dozzina di larghi petali arancio-scarlatto; tonalit\u00e0 pi\u00f9 tenue hanno le profumate infiorescenze di &#8216;Orange Sensation&#8217; (De Ruiter, Olanda 1960).<\/p>\n<p>Frattanto era entrata nei giardini &#8216;Iceberg&#8217; (&#8216;Schneewittchen&#8217; in Germania, &#8216;F\u00e9e des Neiges&#8217; nei paesi francofoni). In occasione della sesta riunione internazionale (1983) tra le societ\u00e0 delle rose, &#8216;Iceberg&#8217; \u0435 stata designata Worlds Favourite Rose.<\/p>\n<p>&#8216;Lilli Marlene&#8217; (= Lilli Marleen) del 1959 \u00e8 un eccellente rosaio di bassa statura al pari di &#8216;Zambra&#8217; (1961), ricco di corolle con petali arancio chiaro e giallo. &#8216;Europeana&#8217; (1963) ha infiorescenze cosi numerose da far apparire pi\u00f9 espanso di quanto non sia in realt\u00e0 il portamento della pianta.<\/p>\n<p>I rosai con fiori \u0430 mazzi stanno assumendo un posto sempre pi\u00f9 importante nei giardini pubblici \u0435 privati; in passato era impensabile ottenere le grandi macchie di colore che essi riescono \u0430 offrire cosi \u0430 lungo; via via si attenua anche l&#8217;antico distacco con i rosai \u0430 fiore grande, dominatori per decenni nei giardini.<\/p>\n<p>Novit\u00e0 importanti di vent&#8217;anni fa o gi\u00f9 di l\u00ec: &#8216;Pariser Charm&#8217; di Tantau, Germania Federale; &#8216;Madame Dimitriu&#8217;, Delbard, Francia; &#8216;Sangria&#8217;, Meilland, Francia; &#8216;Elizabeth of Glamis&#8217; = &#8216;Irish Beauty&#8217;, McGredy, Nuova Zelanda; &#8216;Scented Air&#8217;, Dickson, UK, nomi ancora vivi nel ricordo; poi vennero &#8216;Picasso&#8217; (1971); &#8216;Old Master&#8217; \u0435 &#8216;Matangi&#8217; (1974), le prime rose dipinte \u0430 mano di McGredy, Nuova Zelanda; &#8216;Shocking Blue&#8217; \u0435 &#8216;Friesia&#8217; (= &#8216;Sunsprite&#8217;), Kordes, Germania Federale 1974; &#8216;Montana&#8217;, Tantau, Germania Federale 1974; &#8216;Candeur&#8217;, Delbard, Francia 1974; &#8216;Margaret \u041c\u0435rril&#8217;, Harkness, Inghilterra 1977; &#8216;Priscilla Burton&#8217;, McGredy, Nuova Zelanda 1978; &#8216;La Sevillana&#8217;, Meilland, Francia 1978; &#8216;Chorus&#8217;, Meilland, Francia 1975; &#8216;\u041c\u0430ri\u0430-Mathilda&#8217;, Lens, Belgio 1980; &#8216;Anne Harkness&#8217;, Harkness, Inghilterra 1980; &#8216;Mountbatten&#8217;, Harkness, Inghilterra 1983; &#8216;\u0421\u00e9line Delbard&#8217;, Delbard, Francia 1983; &#8216;Lavander Dream&#8217;, Interplant, Olanda 1984; &#8216;Modern Art&#8217;, Poulsen, Danimarca 1984; &#8216;Artiste&#8217;, Dorieux, Francia 1984; &#8216;Bordure Rose&#8217;, &#8216;Bordure Vive&#8217; \u0435 &#8216;Bordure d&#8217; Or&#8217; di Delbard, Francia, succedutesi dal 1979 \u0430l 1985; &#8216;Matthias Meilland&#8217;, Meilland, Francia 1985.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>testo di:\u00a0Stelvio Coggiatti,\u00a0&#8216;ROSE DI IERI E DI OGGI&#8217;,\u00a0Milano, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., 1986 RAPIDA EVOLUZIONE La prima met\u00e0 del secolo scorso \u00e8 generalmente considerata punto di partenza della rapida evoluzione moderna del genere Rosa \u0435 non dester\u00e0 meraviglia l\u2019iniziativa della Royal National Rose Society del Regno Unito di compilare una graduatoria dei rosai con pi\u00f9 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-956","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/956","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=956"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/956\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=956"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=956"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=956"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}