{"id":913,"date":"2012-12-08T21:14:49","date_gmt":"2012-12-08T20:14:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/?p=913"},"modified":"2012-12-08T21:14:49","modified_gmt":"2012-12-08T20:14:49","slug":"rose-di-ieri-e-di-oggi3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/?p=913","title":{"rendered":"Rose di ieri e di oggi\/3"},"content":{"rendered":"<p><em>testo di:\u00a0Stelvio Coggiatti,\u00a0&#8216;ROSE DI IERI E DI OGGI&#8217;,\u00a0Milano, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., 1986<\/em><\/p>\n<p><strong>SUDDIVISIONI FONDAMENTALI<\/strong><\/p>\n<p><em>Petali gialli per le rose da giardino<\/em><\/p>\n<p>Via via, negli ibridi di t\u00e8 si manifestava un progressivo affinamento nel fiore \u0435 nel portamento della pianta, acquisito dalla progenie nate dai ripetuti matrimoni con rosai t\u00e8 \u0435 con ibridi di <em>Rosa chinensis<\/em>. Era un&#8217;evoluzione indubbiamente positiva ma gi\u00e0 si puntava verso un nuovo traguardo: una rosa adatta sia al giardino sia al fiorista che aggiungesse ai gi\u00e0 acquisiti pregi delle ibride di t\u00e8, petali di color rosso vivo. Perch\u00e9 il lettore possa formarsi un&#8217;opinione su quanto fosse attesa una tale rosa, ecco una sintesi retrospettiva sui rosai con fiori pi\u00f9 \u043e meno gialli conosciuti in Europa nel secolo scorso.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Rosafoetida.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-916\" title=\"Rosafoetida\" src=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Rosafoetida.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a>Gi\u00e0 all\u2019inizio del &#8216;500 era stata introdotta in Europa dall\u2019Asia Minore una specie semi-sarmentosa con lucida fioritura giallo oro (<strong><em>Rosa foetida<\/em>, sinonimo: <em>Rosa lutea<\/em><\/strong>); ma quelle corolle erano di soli cinque petali, poco piacevole particolarit\u00e0 aggravata dallo sgradevole odore; due fattori che tenevano lontana questa specie da molti giardini. Analoghe remore colpivano la sua mutazione spontanea <em>Rosa foetida bicolor<\/em> che si differenziava perch\u00e9 la pagina superiore dei petali \u00e8 rosso nasturzio mentre il rovescio rimane giallo.<\/p>\n<p>Un secolo dopo arriv\u00f2 in Europa dalla stessa zona geografica la <em>Rosa hemisphaerica<\/em> con fiori giallo zolfo, stradoppi, globosi ma che sbocciano regolarmente soltanto in localit\u00e0 asciutte \u0435 calde; neppure in tali zone per\u00f2 produce fiori \u0435, conseguentemente, non pu\u00f2, mediante l\u2019ibridazione, eliminare i caratteri negativi.<\/p>\n<p>Nei primi anni del secolo scorso arrivarono dalla Cina due rosai t\u00e8 (<em>Rosa odorata ochroleuca<\/em> e Rosa <em>odorata pseudo indica<\/em>); la prima aveva petali giallo tenue, l\u2019altra gialli con sfumature rosso rame e rosso scarlatto. Entrambe dettero apprezzate variet\u00e0 con fiori dalle gradevoli tonalit\u00e0, lontane per\u00f2 dall\u2019atteso colore giallo vivo. Come ogni affermazione che si rispetti, anche questa ha la sua eccezione, perch\u00e9, gi\u00e0 nel 1864, l\u2019ibridatore francese Pradel aveva messo in commercio la famosa rosa sarmentosa &#8216;Marechal Nisi&#8217; con eleganti, profumati fiori doppi, giallo oro: discendente di variet\u00e0 Noisettiana &#8216;Chromatella&#8217;, ma tra i suoi recenti antenati ha uno dei due rosai t\u00e8 sopra ricordati.<\/p>\n<p>Il fiore reclina la testa sul debole peduncolo, la pianta perde vigoria in clima rigido e i fiori deperiscono in periodi di piogge insistenti; comunque, &#8216;Marechal Nisi&#8217; rappresenta una tappa importante.<\/p>\n<p>Il privilegio di trasfondere il giallo luminoso dei suoi petali nei rosai \u0430 cespuglio spett\u00f2 \u0430 una variet\u00e0 con ampi fiori doppi della <em>Rosa foetida<\/em>, la <em>Rosa foetida persiana<\/em> introdotta in Europa intorno al 1840; l\u2019ambito colore e l\u2019equilibrata, vigorosa vegetazione del cespuglio avevano attirato l\u2019attenzione dei rosaisti pi\u00f9 intraprendenti. II pi\u00f9 tenace fu un giovane ma gi\u00e0 affermato ibridatore, <strong>Joseph Pernet-Ducher<\/strong> di Lione, che non si lascio scoraggiare dall\u2019apparente impossibilit\u00e0, dimostrata da infruttuosi tentativi, di ottenere semi fertili; finalmente dall&#8217;incrocio tra una variet\u00e0 ibrida rifiorente (&#8216;Antoine Ducher&#8217;) con la <em>Rosa foetida persiana<\/em> ottenne nel 1900, un rosaio \u0430 cespuglio con fiori doppi, profumati, che avevano acquisito l&#8217;auspicato colore giallo brillante frammisto \u0430 sfumature arancio \u0435 rosa: fu denominato &#8216;Soleil d&#8217; Or&#8217;. \u0410 motivo del cespuglio poco ramificato e della debole rifiorenza fu utilizzato quasi esclusivamente per trasmettere, mediante incroci, il suo colore. Dieci anni dopo, lo stesso Joseph Pernet-Ducher, fecondando un&#8217;altra sua variet\u00e0 con il polline di &#8216;Soleil d&#8217;Or&#8217;, ottenne &#8216;Rayon d&#8217;Or&#8217; dai fiori uniformemente giallo oro; inoltre, \u0430 differenza della primogenita, &#8216;Rayon d&#8217;\u041er&#8217; aveva una buona costituzione e un portamento ben equilibrato.<a href=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Pernet-Ducher.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-918\" title=\"Pernet-Ducher\" src=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Pernet-Ducher.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"307\" srcset=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Pernet-Ducher.jpg 200w, https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Pernet-Ducher-195x300.jpg 195w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Negli ultimi cataloghi che elencarono le Pernetiane come razza \u0430 parte troviamo &#8216;Talisman&#8217; (1929) giallo oro con sfumature rosse, la multicolore &#8216;President Herbert Hoover&#8217; del 1930 caratterizzata d\u0430 petali giallo arancio, rosa \u0435 rosso rame, vigorosa vegetazione divergente e fiori su lunghissimi gambi; una sua mutazione gemmaria (&#8216;Texas Centennial) presenta analogo portamento ma si diversifica per i petali rossi illuminati di giallo alla base.<\/p>\n<p>Joseph Pernet-Ducher continu\u00f2 nella strada intrapresa e le variet\u00e0 via via ottenute costituirono nuovi successi per la &#8220;sua razza&#8221;: la pi\u00f9 bella variet\u00e0 del periodo iniziale fu &#8216;Souvenir de Claudius Pernet&#8217;, poi &#8216;Souvenir de Julien Pernet&#8217;, entrambe dedicate ai due figli morti nella prima guerra mondiale, &#8216;Julien Potin&#8217;, \u0435\u0441\u0441.<\/p>\n<p><em>Le rose \u0430 fiore grande<\/em><\/p>\n<p>All\u2019inizio di questo secolo, le rose ibride di t\u00e8 non solo avevano guadagnato nuovi colori ma anche affinato il disegno dei fiori. Risalendo l\u2019albero genealogico della rosa, tra gli ascendenti ritroviamo, oltre le <em>Pernetiane<\/em> e la <em>Rosa odorata<\/em> (cio\u00e8 la rosa t\u00e8), i vari ibridi di <em>Rosa chinensis, Portland, Noisettiani <\/em>\u0435<em> Borboniani<\/em>, tutti in tempi diversi confluiti negli ibridi rifiorenti e successivamente negli ibridi di t\u00e8.<\/p>\n<p>Fin d&#8217;allora i rodologi pi\u00f9 attenti cominciarono \u0430 domandarsi se la denominazione &#8220;Ibridi di rosa t\u00e8&#8221; era ancora rispondente \u043e se, invece, l\u2019inserimento di altre stirpi avesse via via invalidato l\u2019appellativo. Passarono molti decenni prima che il problema fosse seriamente esaminato \u0435 non del tutto risolto, neppure dalla Commissione per la Nomenclatura della Federazione Mondiale tra le Societ\u00e0 delle Rose (World Federation of Rose Societies). La proposta con maggiori suffragi e quella inglese che propone per le ibride di t\u00e8 il nuovo appellativo <em>Large Flower Roses<\/em> cio\u00e8 &#8220;Rosai con fiore grande&#8221;.<\/p>\n<p>La variet\u00e0 che forse meglio di altre cominci\u00f2 \u0430 presentare accenni innovativi tra le rose ibride di t\u00e8 \u0435 &#8216;Ophelia&#8217; (\u0410. Paul, 1912). La forma affusolata del bocciolo permane anche quando il fiore si schiude e sia la diafana tinta bianco-rosata, sia il delicato profumo dei petali si manifestano interamente. &#8216;Ophelia&#8217; \u0430 cespuglio e pressoch\u00e9 scomparsa dai giardini mentre \u0435 ancora possibile ammirare la forma vigorosamente sarmentosa (&#8216;Cl. Ophelia&#8217;).<\/p>\n<p>&#8216;Ophelia&#8217; ha acquisito un posto particolare nella storia delle rose per aver prodotto mediante incroci successivi molte eccellenti variet\u00e0 (&#8216;Talisman&#8217;, &#8216;Columbia&#8217;, &#8216;Mrs Pierre S. Du Pont&#8217;, \u0435\u0441\u0441.) \u0435 &#8211; prerogativa eccezionale &#8211; ha dato vita \u0430 pi\u00f9 di venti mutazioni gemmarie (tra queste &#8216;Madame Butterfly&#8217; ha avuto larga risonanza) \u0430 loro volta caratterizzate dalla tendenza \u0430 produrre mutazioni. Ne consegue che moltissimi rosai di quel periodo hanno &#8216;Ophelia&#8217; tra gli ascendenti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/condesa-de-sostago.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-931\" title=\"condesa de sostago\" src=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/condesa-de-sostago.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"189\" \/><\/a>Avendo le Pernetiane perduta la loro autonoma denominazione, le Ibride di t\u00e8 ne ereditarono il patrimonio genetico, le tinte (\u043e fusione di tinte) gialle, rame, fiamma. Tra queste, &#8216;Talisman&#8217; sposalizio di giallo rosa \u0435 rosso (The Montgomery \u0421\u043e., USA 1929), la vigorosa &#8216;President H. Hoover&#8217;, arancio, rosa e giallo (Coddington, USA 1930), la variet\u00e0 olandese &#8216;Comtesse Vandal&#8217; (\u041c. Leenders, 1932) con ben disegnate corolle camoscio e rovescio ramato. Un paio d&#8217;anni dopo, i caratteri della Pernetiana appaiono sfolgoranti in &#8216;<strong>Condesa de Sastago<\/strong>&#8216; (Pedro Dot, Spagna 1932), tipico esempio di variet\u00e0 con fiori nettamente bicolori: i suoi luminosi petali sembrano rappresentare da un lato il giallo, \u0441(\u04301L\u2019\u043011l\u2019\u043e il rosso della bandiera spagnola. Molti ibridatori puntarono ancora sui colori delle Pernetiane e nel 1936 il franco-americano J.\u041d. Nicolas ottenne un grande successo con &#8216;Eclipse&#8217; dalle profumate corolle allungate color giallo puro mentre<strong> il consulente-dilettante dei Meilland, Charles Mallerin, ingegnere ferroviario<\/strong> trasformatosi \u0430 fine carriera in valentissimo ibridatore, vinceva (1936) la medaglia d&#8217;oro nel prestigioso concorso internazionale di Bagatelle con &#8216;Mme Henri Guillot&#8217; dai luminosi petali arancio-corallo-nasturzio. Ormai l\u2019ibridazione aveva raggiunto il duplice rango di arte e di scienza; finiva l\u2019epoca della fecondazione senza un preventivo studio dei potenziali apporti nella progenie da parte dei genitori e dei loro ascendenti. Pur nell\u2019impossibilit\u00e0 di determinare il sicuro esito di un incrocio, stante il gran numero di antenati incogniti, la conquista dei biglietti vincenti di questa che rimaneva pur sempre una lotteria, era facilitata &#8211; almeno in linea teorica \u2013 dall\u2019esclusione preventiva dei fattori con maggior rischio d\u2019insuccesso: le fecondazioni incontrollate. Dai medesimi ascendenti (&#8216;Julien Potin&#8217;, Pernetiana, \u0435 &#8216;Sensation&#8217;, ibrida di t\u00e8), due ibridatori mediterranei, l\u2019italiano Domenico Aicardi nel 1936 \u0435 lo spagnolo Pedro Dot nel 1939 ottennero, rispettivamente, &#8216;Signora Piero Puricelli&#8217; (sin. &#8216;Signora\u2019) \u0435 &#8216;Marquesa de Urquijo&#8217; (sin. &#8216;Pilar Landecho&#8217;) due variet\u00e0 che, da sole, basterebbero per dare fama ai loro ottenitori.<\/p>\n<p>Abbiamo constatato nelle ibride di t\u00e8 l\u2019influenza derivante dal corredo cromosomico della <em>Rosa foetida persiana<\/em> e della <em>Rosa foetida bicolor<\/em> \u0430 convalida dell\u2019affermata teoria sul beneficio indotto dall&#8217;intervento di una nuova specie; ne offre l\u2019ennesima prova la famosissima &#8216;Gioia&#8217;. Infatti, <em>la Rosa foetida<\/em> persiana con la sua discendente &#8216;Souvenir de Claudius Pernet&#8217; (oltre alcuni ibridi rifiorenti con i relativi antenati) si trovano tra gli ascendenti di questa variet\u00e0 che, per l\u2019opulenza \u0435 il colore delle corolle &#8211; ammirevoli appena schiuse, sontuose fino al lento sfiorire &#8211; la lucentezza dell&#8217;ampio fogliame, il portamento e la vigoria della pianta ha l\u2019appellativo di &#8220;rosa del secolo&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/peace_rose.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-921\" title=\"peace_rose\" src=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/peace_rose.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/peace_rose.jpg 200w, https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/peace_rose-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><strong>Francis, il ventiduenne figlio del rosaista lionese Antoine Meilland<\/strong>, ignorava che una delle numerose impollinazioni da lui effettuate nella luminosa mattina del 15 giugno 1935 avrebbe dato vita \u0430 quella sorprendente variet\u00e0. Dopo quattro anni di collaudi, la fioritura del 1939 dette l\u2019assicurazione che le speranze poste dall\u2019ibridatore in ogni suo incrocio erano state largamente superate. Presero il via i contatti per la diffusione internazionale della grande novit\u00e0, obbligata dagli eventi bellici \u0430 mimetizzarsi assumendo nomi diversi: in Francia e nei paesi di lingua francese si chiam\u00f2<strong> &#8216;Madame Antoine Meilland\u2019<\/strong>, in Italia &#8216;Gioia&#8217;, in Germania, &#8216;Gloria Dei&#8217;, nei paesi di lingua inglese &#8216;Peace&#8217;, nome augurale che, per felicissima coincidenza, fu ufficialmente convalidato il 29 aprile 1945, giorno della caduta di Berlino. Tre anni prima, nel Parco della Tete d&#8217;\u041er\u2019 \u0430 Lione la nuova variet\u00e0 era stata insignita del titolo &#8220;la pi\u00f9 bella rosa di Francia&#8221;.<\/p>\n<p>Dopo la cessazione delle ostilit\u00e0 trascorsero parecchi mesi prima che il vivaismo internazionale, ricostituite le scorte e distribuiti i nuovi cataloghi, riprendesse la normale attivit\u00e0 contribuendo \u0430 ripristinare nei giardini l\u2019aspetto di un tempo. Ma la plurinominata &#8216;Gioia&#8217; bruci\u00f2 le tappe: nel 1950 gi\u00e0 se ne coltivavano in tutto il mondo trenta milioni di piante!<\/p>\n<p>La Federazione mondiale tra le Associazioni Rosaistiche nel corso del congresso tenutosi \u0430 Oxford nel 1976 l&#8217;ha designata &#8220;Rosa preferita in tutto il mondo&#8221; inaugurando la serie delle variet\u00e0 insignite di tale riconoscimento che, d\u2019ora in poi, viene attribuito ogni due \u043e tre anni alla rosa che riceve i maggiori suffragi dalle ventiquattro associazioni che fanno parte della World Federation of Rose Societies. &#8216;Gioia&#8217; ha saputo riversare nella progenie molti suoi requisiti, in particolare la vigoria della pianta, la lucente consistenza delle foglie e il disegno dei fiori. Nel 1941, unica vincitrice nella seconda edizione della All American Rose Selection, il pi\u00f9 importante scrutinio americano per rose inedite, fu &#8216;Charlotte Armstrong&#8217;. Pi\u00f9 \u043e meno quando in Francia veniva ottenuta &#8216;Gioia&#8217;, in California nasceva questa variet\u00e0 dai lunghi petali rosa intenso che negli anni della guerra \u0435 dell\u2019immediato dopoguerra ha influenzato in maniera determinante la produzione rosaistica americana. Lo testimoniano: &#8216;Queen Elizabeth&#8217;, che nel 1979 fu insignita del titolo di &#8220;Rosa preferita in tutto il mondo&#8221;, &#8216;Sutter&#8217;s Gold&#8217;, &#8216;First Love&#8217;, &#8216;Mojave&#8217;, &#8216;Pink Parfait&#8217; \u0435 decine di altre eccellenti variet\u00e0. I genitori di &#8216;Charlotte Armstrong&#8217; furono &#8216;Soeur Ther\u00e9se&#8217; \u0435 &#8216;Crimson Glory&#8217; che \u0430 loro volta discendevano da &#8216;Souvenir de Claudius Pernet&#8217; \u0435 da &#8216;Mme Caroline Testout&#8217; \u0430 dimostrazione dell\u2019influenza avuta dalle Pernetiane nell\u2019evoluzione delle rose moderne. Pochi anni dopo l\u2019acclamato ingresso nei giardini di &#8216;Gioia&#8217; \u0435 di &#8216;Charlotte Armstrong&#8217;, ecco un altro rosaio in possesso di due grandi pregi: immunit\u00e0 da malattie e intenso colore rosso ceralacca mai prima apparso sui petali delle rose. \u0415ra stato ottenuto dal rosaista tedesco Wilhelm Kordes; in Germania si chiam\u00f2 &#8216;Sondermeldung&#8217; (= messaggio speciale), altrove &#8216;Independence&#8217;.<\/p>\n<p>Tuttavia, oltre l\u2019incondizionato apprezzamento per il colore \u0435 la resistenza alle malattie, non sono mancate critiche per la cruda tonalit\u00e0 che assumono i petali prima di appassire, per incerta collocazione (non floribunda, perch\u00e9 le infiorescenze sono rade; non ibrida di t\u00e8, perch\u00e9 i fiori non sono abbastanza grandi \u0435, infine, per il debole peduncolo. Dunque, un rosaio non eccezionale per il giardiniere ma superlativo per l\u2019ibridatore. Ebbe inizio la prolifica serie di variet\u00e0 con petali nelle tonalit\u00e0 dell\u2019arancio, ottenute mediante interventi diretti \u043e indiretti di &#8216;Independence&#8217;; per citare qualche nome: &#8216;Soraya&#8217;, &#8216;Super Star&#8217;, &#8216;Baccara&#8217;, &#8216;Alexander&#8217;.<\/p>\n<p><em>Rosso ceralacca, arancio, blu, quasi blu, quasi nero<\/em><\/p>\n<p>In quegli anni era iniziata la gara per ottenere la &#8220;rosa blu&#8221;, meta ancora lontana, perch\u00e9 anche se la strada gi\u00e0 percorsa \u00e8 interessante, tuttavia quel colore non esiste nel corredo cromosomico delle rose e pertanto e da presumere che non potr\u00e0 presentarsi neppure in futuro. Vale anche la pena di ricordare quanto ha scritto in proposito Jack Harkness: \u00abLe cosiddette rose blu non sono altro che rose rosse mal riuscite\u00bb.<\/p>\n<p>I primi rosai \u0430 fiore grande (Ibridi di t\u00e8) che entrarono in lizza nell\u2019immediato dopoguerra si presentarono timidamente con denominazioni non compromettenti: &#8216;Prelude&#8217; (1945), &#8216;Tristesse&#8217; (1951); si pass\u00f2 poi all\u2019onesta indicazione del colore: &#8216;Lilac Time\u2019 (1945), &#8216;Sterling Silver&#8217; (1962), &#8216;Heure Mauve&#8217; (1962), &#8216;Lilac Charm&#8217; (1962). Nel 1964, ibridatore Mathias Tantau mise in commercio una variet\u00e0 con fiori di eccellente fattura, profumatissimi, con una tinta che noti cronisti definirono blu ghiaccio e lilla argento. Fu battezzata &#8216;Mainzer Fastnacht&#8217;, ma \u00e8 stata poi chiamata &#8216;Sissi&#8217; in Francia \u0435 &#8216;Blue Moon&#8217; in altri paesi; per pi\u00f9 di venti anni ha tenuto testa alle sopraggiunte rivali (&#8216;Nil Bleu&#8217;, &#8216;Lad\u00e0 \u0425&#8217;, &#8216;Violetera&#8217;, &#8216;Charles de Gaulle&#8217;, \u0435\u0441\u0441.) \u0435 ora compete con le ultime leve tra le quali sembrano emergere le profumatissime &#8216;Dioressence&#8217; di Delbard, &#8216;Jacaranda&#8217; di Kordes e<strong> la rosso violacea &#8216;Blue River&#8217; pure di Kordes.<a href=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/blue_river.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-925\" title=\"blue_river\" src=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/blue_river.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"177\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>\u0410 proposito di variet\u00e0 con petali in tonalit\u00e0 viola, si nota una strana saltuariet\u00e0 nella loro presenza. Le prime segnalazioni risalgono alla met\u00e0 del secolo scorso \u0435, dopo una stasi di cinquant&#8217;anni, si manifesta un riflusso nel periodo 1905-1924, come appare dal breve elenco seguente che mette anche in evidenza la quasi completa scomparsa in anni \u0430 noi vicini (si prevede per\u00f2 qualche sorpresa in futuro).<\/p>\n<p>&#8216;Cardinal de Richelieu&#8217;, Gallica, M. Laffay 1840; &#8216;Reine des Violettes&#8217;, Ibrida rifiorente, Mille-Mallet 1860; &#8216;Hansa&#8217;, Rugosa, Schaum-Van \u0422\u043el 1905; &#8216;Blue Magenta&#8217;, Multiflora sarmentosa, 1907; &#8216;Veilchenblau&#8217;, Multiflora sarmentosa, J.C. Schimdt 1909; &#8216;Violetta&#8217;, Multiflora sarmentosa, \u0415. Turbat 1921; &#8216;Bab\u00e0 Faraux&#8217;, Polyantha nana, f. Lille 1924; &#8216;Rose Marie Viaud&#8217;, Multiflora sarmentosa, Igoult 1924.<\/p>\n<p>Malgrado le tante difficolt\u00e0 \u00e8 forse possibile che un giorno la genetica, sconvolte le sue leggi, faccia apparire il blu nei petali di una rosa; ancora meno raggiungibile appare il traguardo della rosa nera \u0435 c\u2019\u00e8 da augurarsi che l\u2019eventuale insuccesso desti poco rimpianto. C&#8217;\u0435 chi dice che soltanto i colori chiari e luminosi assecondano la Natura attirando gli insetti pronubi che garantiscono la continuazione delle specie.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Chateau-de-Clos-Vougeot.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-927\" title=\"Chateau de Clos Vougeot\" src=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Chateau-de-Clos-Vougeot.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"264\" \/><\/a>Cosi come nei tulipani e nei gladioli i cosiddetti fiori neri non sono tali ma hanno tonalit\u00e0 cupe del rosso e del marrone, lo stesso avviene nelle rose. <strong>La prima variet\u00e0 moderna con petali rosso-neri \u00e8 probabilmente &#8216;Chateau de Clos Vougeot&#8217;<\/strong>, un&#8217;ibrida di t\u00e8 ottenuta al principio di questo secolo da Joseph Pernet-Ducher. \u00c8 un cespuglio poco vigoroso con portamento divergente; deve all\u2019insolito colore e al penetrante profumo dei fiori la larga rinomanza goduta in passato: ora il suo interesse e puramente storico.<\/p>\n<p>Per i collezionisti ecco, in ordine cronologico, due dozzine di cespugli \u0430 fiore grande (\u041d.\u0422.), caratterizzati da petali rossi con sfumature nere; &#8216;Chateau de Clos Vougeot&#8217;, J. Pernet-Ducher 1908; &#8216;Admiral Ward&#8217;, J. Pernet-Ducher 1915; &#8216;Gloire de Hollande&#8217;, Verschuren &amp; Zonen 1918; &#8216;Etoile de Hollande&#8217;, Verschuren &amp; Zonen 1919; &#8216;Ami Quinard&#8217;, Ch. Mallerin 1930; &#8216;Cathrine Kordes&#8217;, W. Kordes 1930; &#8216;Night&#8217;, S. McGredy 1930; &#8216;Black Knight&#8217;, \u0427\u042c. Hilloch 1934; &#8216;Crimson Glor\u00e0&#8217;, W. Kordes 1935; &#8216;Lemania&#8217;, \u0415. Heizmann 1936; &#8216;Jane Thorton&#8217;, Bees Ltd 1940; &#8216;Tassin&#8217;, F. Meilland 1942; &#8216;Congo&#8217;, Ch. Mallerin 1943; &#8216;Charles Mallerin&#8217;, F. Meilland 1947; &#8216;Josephine Bruce&#8217;, Bees Ltd 1949; &#8216;Super Congo&#8217;, F. Meilland 1950; &#8216;Chrysler Imperial, W.\u0415. Lammerts 1952; &#8216;Papa Meilland&#8217;, \u0410. Meilland 1963; &#8216;Bonne Nuit&#8217;, M. Combe 1966; &#8216;Norita&#8217;, \u041c. Combe 1971; &#8216;Black Night&#8217;, R. Huber 1973; &#8216;Black Lady&#8217;, Tantau 1976; &#8216;Perle Noire&#8217;, G. Delbard 1980; &#8216;Le Rouge et le Noif, G. Delbard 1982; \u0435, sempre nella classe delle ibride di t\u00e8, le variet\u00e0 sarmentose: &#8216;Lemania&#8217;, \u0415. Heizmann 1937; \u2018Guin\u00e9e&#8217;, Ch. Mallerin 1938; &#8216;Don Juan&#8217;, \u041c. Malandrone 1958.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a title=\"Rose di ieri e di oggi\/4\" href=\"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/?p=956\">&#8230;continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>testo di:\u00a0Stelvio Coggiatti,\u00a0&#8216;ROSE DI IERI E DI OGGI&#8217;,\u00a0Milano, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., 1986 SUDDIVISIONI FONDAMENTALI Petali gialli per le rose da giardino Via via, negli ibridi di t\u00e8 si manifestava un progressivo affinamento nel fiore \u0435 nel portamento della pianta, acquisito dalla progenie nate dai ripetuti matrimoni con rosai t\u00e8 \u0435 con ibridi di Rosa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-913","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/913","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=913"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/913\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=913"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=913"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=913"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}