{"id":779,"date":"2012-11-15T23:55:41","date_gmt":"2012-11-15T22:55:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/?p=779"},"modified":"2025-04-09T22:34:58","modified_gmt":"2025-04-09T20:34:58","slug":"la-rosa-nei-miti-nelle-religioni-nelle-leggende-e-nei-simboli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/?p=779","title":{"rendered":"La rosa nei miti, nelle religioni, nelle leggende e nei simboli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><strong><em>La rosa nei miti, nelle religioni, nelle leggende e nei simboli<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">da:\u00a0Corrado Colafigli, Maurizio Saudelli,\u00a0<em>\u2018Spigolando tra le Rose\u2019<\/em>, LASER Edizioni, 1999, Milano<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La <strong>rosa \u00e8 un simbolo veramente complesso<\/strong>, poich\u00e9 racchiude in s\u00e9 &#8211; pi\u00f9 d&#8217;ogni altro fiore &#8211; significati tra loro totalmente contrastanti. \u00c8, infatti, ambivalente, potendo <strong>contemporaneamente significare perfezione celeste e passione terrena, tempo ed eternit\u00e0, vita e morte, fecondit\u00e0 e verginit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Secondo la superstizione popolare, molto diffusa soprattutto nel Medioevo, e che ha avuto una notevole influenza in molte leggende tipiche anche del nostro folclore, era il fiore che le streghe preferivano, in quanto ritenuto particolarmente idoneo a provocare il male, forse a causa della presenza sul suo stelo di molte spine; ma nel frattempo, era pure<strong> il fiore prediletto dalle fate<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/The-Rose-Child_C.M.Barker.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1018 alignleft\" title=\"The Rose Child_C.M.Barker\" src=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/The-Rose-Child_C.M.Barker-223x300.jpg\" alt=\"\" width=\"223\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/The-Rose-Child_C.M.Barker-223x300.jpg 223w, https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/The-Rose-Child_C.M.Barker.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/><\/a>che se ne servivano spesso per recare felicit\u00e0 e benessere alle persone buone. In questa circostanza, cos\u00ec come in molte altre, la rosa sa concentrare significati in netto contrasto tra di loro, come odio ed amore, quasi che entrambi discendessero da un unico ceppo, o fossero due facce di una sola medaglia; a pensarci bene, non \u00e8 poi tanto illogico, essendo entrambi dei sentimenti, delle passioni e queste, come sappiamo, non conoscono vie di mezzo. Nella vita umana, tanto per citare un esempio concreto, se un rapporto tra due persone termina in modo traumatico, non di rado all&#8217;amore e alla stima subentra in ambo le parti il disprezzo, l&#8217;odio, il rinfacciarsi reciproco di colpe e di difetti; e questi sono tanto pi\u00f9 intensi e radicati quanto pi\u00f9 forte era il legame affettivo che si \u00e8 interrotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tornando al nostro argomento, <strong>la rosa<\/strong>, possiamo affermare che questo fiore, forse anche per la sua struttura a forma rotonda (non dimentichiamo che in Occidente il cerchio era considerato sin dai tempi pi\u00f9 antichi un modo per indicare la perfezione)<strong> \u00e8 stato sempre reputato simbolo di completezza:<\/strong> rappresenta, infatti, la profondit\u00e0 del mistero della vita, la bellezza, la grazia, la felicit\u00e0, ma anche la volutt\u00e0, la passione ed \u00e8 perci\u00f2, spesso associato alla seduzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Essendo stato da sempre<strong> un fiore abbinato alle divinit\u00e0 femminili<\/strong>, esso \u00e8 amore, vita, creazione, bellezza e verginit\u00e0; la sua rapidit\u00e0 nell&#8217;appassire simboleggia, al contrario, morte e sofferenza, e le sue spine evocano, invece, il sangue ed il martirio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Sempre per affinit\u00e0 al cerchio, ossia ad una cosa che non ha n\u00e9 inizio n\u00e9 fine, alla rosa si associa spesso un significato di sistematicit\u00e0, di ciclicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questo fenomeno, tuttavia, non si limita ad essere puramente periodico, ma presenta anche un suo progresso temporale, un suo divenire, un suo traslare nel tempo: come una ruota di bicicletta che, dopo un giro, ritorna s\u00ec nella posizione iniziale, ma in un luogo diverso da quello precedente.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La rosa \u00e8 pertanto anche il simbolo del divenire e, per traslato,<strong> indica il perpetuarsi della vita umana<\/strong> da quella terrena verso un&#8217;altra dimensione a noi per il momento ignota, che i credenti chiamano aldil\u00e0 e che trova il suo culmine, il suo compimento totale nella resurrezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Per questo motivo<strong> la rosa viene usata per raffigurare<\/strong> anche oltre alla vita eterna,<strong> la primavera<\/strong> che, se vogliamo, \u00e8 un piccolo assaggio terrestre della resurrezione celeste che ci attender\u00e0 alla fine della nostra esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tuttavia, anche chi non ha il dono della fede pu\u00f2 facilmente riconoscere che tutta la nostra esistenza \u00e8 continuamente attraversata da fasi cicliche: di alcune di loro &#8211; come ad esempio l&#8217;alternarsi delle stagioni &#8211; sappiamo la periodicit\u00e0, ma di moltissime altre siamo all&#8217;oscuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Se, ad esempio, siamo malati o in condizioni critiche dovute a qualsivoglia causa, come possiamo determinare se e quando queste scompariranno per far di nuovo posto a periodi di gioia, di serenit\u00e0, di ristabilimento della salute fisica? E, una volta raggiunto questo stato di benessere, non abbiamo forse paura che la ciclicit\u00e0 della nostra esistenza ci arrechi di nuovo momenti di disagio?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Comunque la si consideri, la nostra vita \u00e8 composta da un alternarsi di cicli, e questo vale per ognuno di noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nell&#8217;ambito dei fiori, per quanto detto prima, la rosa \u00e8 quello che pi\u00f9 d&#8217;ogni altro \u00e8 in grado di rappresentare la periodicit\u00e0 degli avvenimenti umani che si svolgono nel corso della nostra vita. <strong>\u00c8 inoltre simbolo di silenzio e di riservatezza: una rosa era infatti appesa o raffigurata, nelle sale di consiglio per indicare riserbo e discrezione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Per questo motivo <strong>papa Adriano VI<em><sup>35<\/sup><\/em>\u00a0fece scolpire sui confessionali una rosa a cinque petali<\/strong>, simbolo del sacro vincolo della segretezza che ogni sacerdote deve mantenere nei riguardi dei penitenti che si rivolgono a lui nella confessione, e la locuzione latina <em>&#8220;sub rosa&#8221; <\/em>aveva appunto il significato di una cosa rivelata in assoluta segretezza e confidenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La rosa d&#8217;oro denota la perfezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La rosa rossa il desiderio, la passione, la gioia, la bellezza, il rapporto sessuale; \u00e8 il fiore di <em>Venere <\/em>e il sangue di <em>Adone<sup>36<\/sup> <\/em>e di <em>Cristo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La rosa bianca \u00e8 il fiore della luce; simboleggia l&#8217;innocenza, la verginit\u00e0, lo sviluppo spirituale, il fascino.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La rosa bianca e rossa insieme rappresentano l&#8217;unione di fuoco ed acqua, una specie di unione degli opposti, mentre quella azzurra \u00e8 il simbolo dell&#8217;impossibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La rosa a quattro petali raffigura la divisione in altrettanti parti del cosmo (terra, acqua, fuoco e cielo), in altre parole gli elementi che nell&#8217;antichit\u00e0 alcuni <em>filosofi<sup>37<\/sup> <\/em>consideravano primordiali e dai quali traeva origine tutto il creato. La rosa a <em>cinque petali <\/em>rappresenta invece il microcosmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/rosa-dei-venti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-905\" title=\"rosa dei venti\" src=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/rosa-dei-venti.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>La Rosa dei Venti \u00e8 raffigurata sotto forma di un cerchio che racchiude una croce doppia indicante le quattro direzioni cardinali e quelle intermedie; in essa sono quindi presenti contemporaneamente i simboli del cerchio, del centro, della croce e dei raggi della ruota solare. Lo stesso concetto pu\u00f2 estendersi anche al <em>rosone.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><em>La rosa nella tradizione e nella cultura cristiana<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Vediamo ora che cosa questo fiore rappresenta simbolicamente per le principali religioni della terra, iniziando con quella cristiana.\u00a0<strong>Nell&#8217;iconografia\u00a0cristiana<\/strong>, questo fiore, per la sua bellezza e fragranza, <strong>viene adoperato per indicare il <\/strong><em><strong>Paradiso<\/strong>. <\/em>Inoltre la rosa bianca \u00e8 sinonimo d&#8217;innocenza, di castit\u00e0 e di purezza e, per traslato, \u00e8 uno dei modi in cui si rappresenta la <em>Vergine Maria, <\/em>anche se in alcuni racconti &#8211; non appartenenti per\u00f2 alla cultura occidentale &#8211; \u00e8 uno dei modi con cui pu\u00f2 essere raffigurata la morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Al contrario, la rosa rossa \u00e8 il simbolo della carit\u00e0 che, se spinta fino ai limiti estremi, pu\u00f2 anche portare al martirio. Non a caso, infatti, una leggenda d&#8217;ispirazione cristiana vuole che il suo colore rosso sia stato generato dal sangue di Cristo sulla Croce. Ha pertanto anche il significato simbolico delle piaghe del Cristo dalle quali sgorg\u00f2 il Suo Sangue per la redenzione dell&#8217;umanit\u00e0. Le rose di color rosato sono l&#8217;emblema del <em>Bambino Ges\u00f9, <\/em>mentre quelle gialle quello dei <em>Re Magi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Possiamo osservare che la rosa assume significati fortemente contrastanti: passione e morte, gloria e resurrezione, in altre parole la vita eterna.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nella religione cristiana queste entit\u00e0 costituiscono tuttavia, pur nella loro palese contrapposizione, un&#8217;unit\u00e0 inscindibile: infatti, non si pu\u00f2 ottenere la resurrezione se non passando per la morte e non si pu\u00f2 raggiungere la gloria se non transitando attraverso la passione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La rosa \u00e8, dunque, il fiore che pi\u00f9 d&#8217;ogni altro si presta a rappresentare metaforicamente gli eventi cardini della religione cristiana. <strong>Viene anche usata per ricordare il <\/strong><em><strong>Sacro Graal<\/strong>, <\/em>ossia la Coppa che, secondo la tradizione, fu adoperata da Ges\u00f9 Cristo durante l&#8217;Ultima Cena.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La Chiesa stessa \u00e8 talvolta indicata nella Bibbia come <em>Rosa di Sharon: <\/em>le sue spine sono i peccati di cui essa si \u00e8 macchiata nei secoli e, pi\u00f9 in generale, quelli di tutti i credenti, mentre la rosa senza spine o <em>Rosa Mistica <\/em>\u00e8 un altro titolo con il quale viene lodata la Vergine Maria, proprio per mettere in evidenza il Suo concepimento senza peccato originale (quindi senza spine).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La <strong>rosa d&#8217;oro <\/strong>&#8211; oltre alla perfezione ed all&#8217;incorruttibilit\u00e0 &#8211;<strong> \u00e8 anche un simbolo del pontefice romano<\/strong> e quindi, per traslato, anche di Cristo, di Cui egli \u00e8 il Vicario in terra. Papa <em>Urbano II<\/em><sup>38<\/sup>&#8211; nel 1096, benedisse per la prima volta una <em>Rosa d&#8217;Oro <\/em>in occasione di una cerimonia, che si svolgeva fino a non molto tempo fa nella quarta domenica di Quaresima (detta per l&#8217;appunto <em>Domenica delle Rose <\/em>o <em>Domenica Laetare), <\/em>considerata una sosta di giubilo nel cammino della penitenza che conduce il popolo cristiano alla celebrazione della Pasqua. Il Papa benediceva un fiore finto fatto di materiale aureo e detto appunto <em>Rosa d&#8217;Oro, <\/em>per farne dono ora ad alcune autorit\u00e0 civili (come il Prefetto di Roma), ora a qualche principe cattolico in segno di predilezione. Come fecero <em>Urbano <\/em><em>V<\/em><sup>59<\/sup> che la assegn\u00f2 nel 1367 alla regina di Sicilia <em>Giovanna, <\/em>e <em>Pio <\/em><em>IX<sup>40<\/sup>, <\/em>che nel 1867 la don\u00f2 alla regina di Spagna <em>Isabella <\/em><em>II<sup>41<\/sup>.<a href=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Rosa-dOro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-1016\" title=\"Rosa d'Oro\" src=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Rosa-dOro-112x300.jpg\" alt=\"\" width=\"112\" height=\"300\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Papa <em>Pio <\/em><em>XI<sup>42<\/sup> <\/em>infine, regal\u00f2 la <em>Rosa d&#8217;Oro <\/em>all&#8217;allora regina d&#8217;Italia <em>Elena di Savoia<sup>43<\/sup>, <\/em>in occasione della firma del Concordato tra la Santa Sede e lo Stato Italiano. Prima dell&#8217;avvento del Cristianesimo, tra il mese di Maggio e quello di Luglio, si tenevano nell&#8217;antica Roma delle festivit\u00e0 denominate <em>Rosalie, <\/em>e la <em>Pentecoste, <\/em>grazie anche alla sua collocazione indissolubilmente legata alla Pasqua, e quindi al periodo primaverile, prese in un certo senso il posto di queste ricorrenze pagane, cos\u00ec come avvenne anche per il Natale, per la cui celebrazione si scelse il 25 Dicembre, giorno nel quale si celebrava la festivit\u00e0 del <em>Sole Invitto.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Fino ad alcuni secoli orsono, in occasione della festa di Pentecoste, era costume far piovere sui fedeli, durante la celebrazione della Santa Messa, petali di rose e batuffoli di stoppia accesi, per ricordare che il manifestarsi dello Spirito Santo sugli apostoli avvenne attraverso la discesa di lingue di fuoco, simili appunto a petali di rose. Per tale ragione, la Pentecoste viene anche chiamata <em>Pasqua delle Rose <\/em>o <em>Pasqua Rosata. <\/em>Secondo il monaco <em>Beda<sup>44<\/sup> <\/em>la tomba, dove Cristo fu collocato una volta deposto dalla croce, era dipinta di rosso e di bianco, dei due colori che, mescolati insieme, formano il rosa; anche in questo caso, come possiamo notare, c&#8217;\u00e8 una perfetta commistione, una sintesi totale di due colori che rappresentano di per s\u00e9 sentimenti opposti, contrastanti e la cui sintesi trova la sua pi\u00f9 totale realizzazione proprio nel rosa, inteso sia come colore sia &#8211; in senso lato &#8211; come sostantivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>La rosa appare negli stemmi con cui sono raffigurati alcuni Santi<\/strong>; tra questi ricordiamo:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>S. Elisabetta d&#8217;Ungheria, S. Elisabetta del Portogallo, S. Angelo, <\/em><em>S. Cecilia, S. Rosa da Lima\u00a0<\/em>e <em>S. Rosa da Viterbo.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Santa-elisabetta-ungheria.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-906 alignleft\" title=\"Santa elisabetta ungheria\" src=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Santa-elisabetta-ungheria.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"246\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tra i Pontefici<sup>45<\/sup> nei cui stemmi questo fiore \u00e8 presente, anche se talvolta in modo stilizzato, rammentiamo: <em>Urbano VI (<\/em>29 Agosto 1261-2 Ottobre 1264), <em>Nicol\u00f2 III (<\/em>25 Novembre 1277 &#8211; 22 Agosto 1280), <em>Onorio <\/em><em>IV (<\/em><em>2 <\/em>Aprile 1285 &#8211; 3 Aprile 1287), <em>Clemente VI (1 <\/em>Novembre 1342 &#8211; 6 Novembre 1352), <em>Gregorio <\/em><em>XI (<\/em>30 Dicembre 1370 &#8211; 27 Marzo 1378), <em>Benedetto <\/em><em>XIII (<\/em>29 Maggio 1724-21 Febbraio 1730).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Numerosi poi sono i luoghi di culto, per lo pi\u00f9 dedicati alla <em>Vergine Maria, <\/em>nella cui denominazione \u00e8 presente la rosa:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Madonna del Roseto <\/em>&#8211; Solopoca (BN);<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Madonna del Rosario <\/em>&#8211; Roma;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Santa Maria della Rosa <\/em>&#8211; Tuscania (VT);<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Santa Rosa- <\/em>Viterbo (VT);<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Maria Santissima Rosa Mistica &#8211; <\/em>Cormons (GO);<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Madonna di Rosa <\/em>&#8211; S.Vito al Tagliamento (PN);<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Madonna delle Rose <\/em>&#8211; Roselli (FR), Piglio (FR) e S. Alessandro (BG);<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Madonna della Rosa &#8211; <\/em>Ostra (AN) e Scarpizzolo (BS).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tra le sante che portano questo nome, ricordiamo:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Santa Rosa da Viterbo, Santa Rosa da Lima <\/em>e <em>Santa Rosalia.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Santa Rosa <\/em>(Viterbo 1233-1252).Viene commemorata il 4 Settembre. \u00c8 la protettrice di Viterbo.\u00a0Appartenne all&#8217;ordine <em>terziario francescano. <\/em>Combatt\u00e9 l&#8217;eresia dei <em>Catari <\/em>e, per questo motivo, fu esiliata dall&#8217;imperatore <em>Federico II\u00a0<\/em>detto il <em>Barbarossa: <\/em>abbandon\u00f2 momentaneamente la citt\u00e0 per vivere a <em>Soriano <\/em>e, successivamente, a <em>Vitorchiano,<\/em> due piccole localit\u00e0 nella zona.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In quest&#8217;ultima rimase miracolosamente illesa scampando ad un incendio. Da questo luogo spron\u00f2 i suoi concittadini a resistere all&#8217;assedio della citt\u00e0 da parte dell&#8217;imperatore. Rientr\u00f2 a <em>Viterbo <\/em>solo dopo la morte del <em>Barbarossa\u00a0<\/em>da lei predetta. Il suo corpo \u00e8 seppellito a Viterbo, nel Santuario a lei dedicato; solo per 200 anni fu conservato presso la sua casa natale, vicino alla quale fu successivamente costruita la chiesa. Per motivi che finora la scienza non \u00e8 stata in grado di spiegare, il suo corpo si conserva perfettamente mummificato. Ogni anno, il 3 Settembre, vigilia della sua festa, si svolge una processione particolare, durante la quale viene portata a spalle la cosiddetta <em>&#8220;macchina di Santa Rosa&#8221;. <\/em>Si tratta di una costruzione di cartapesta a forma di campanile, alta 27 metri, pesante 3 tonnellate, al cui interno vi \u00e8 una nicchia contenente la statua della Santa. Tutto l&#8217;insieme viene portato a spalla da 90 persone, dette i <em>Cavalieri di Santa Rosa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La processione si svolge per tutto il paese e termina nella chiesa dedicata alla Santa, posta nella parte alta della citt\u00e0, l&#8217;ultimo tratto &#8211; in salita &#8211; viene effettuato di corsa.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><a href=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/santa-rosa-da-lima.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-903\" title=\"santa rosa da lima\" src=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/santa-rosa-da-lima.jpg\" alt=\"\" width=\"172\" height=\"250\" \/><\/a>Santa Rosa da Lima <\/em>(Lima, Per\u00f9\u00a0\u00a0 1586 &#8211; 1617). Viene commemorata il 23 Agosto. E&#8217; patrona del continente americano, del Per\u00f9, delle Indie e, ovviamente, della sua citt\u00e0 natale <em>Lima. <\/em>Il suo vero nome fu Isabella Flores. Entr\u00f2 nel <em>terzo ordine dome<\/em><em>nicano\u00a0<\/em>e raggiunse altissimi livelli di misticismo, grazie anche alle dure penitenze cui si sottoponeva per le quali trovava ispirazione in <em>Santa Caterina da Siena. <\/em>Grazie a questi duri sacrifici, fu frequentemente soggetta ad estasi, durante le quali aveva la facolt\u00e0 di dialogare direttamente con Cristo. Fu beatificata nel 1688 da papa <em>Clemente <\/em><em>IX <\/em>e innalzata alla gloria degli altari solo 4 anni dopo da <em>Clemente <\/em><em>X: <\/em>fu la prima fra i cattolici ad essere proclamata santa oltreoceano.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Santa Rosalia, <\/em>nata probabilmente a Palermo verso gli inizi del XII secolo, e morta nei pressi della citt\u00e0 nel 1160, ora patrona di Palermo e della Sicilia, fu di nobile origine. Viene festeggiata il <em>15 <\/em>Luglio ed il 4 Settembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Di lei si hanno pochissime notizie di carattere storico. Il suo culto \u00e8 diffuso anche in altre nazioni europee, tra cui la Spagna. Dopo un periodo vissuto nella corte siciliana, scelse la vita eremitica ritirandosi in una grotta nei pressi di Palermo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tra il 1624 e il 1625, in occasione del ritrovamento dei resti della Santa presso la spelonca dove aveva trascorso gran parte della sua esistenza, cess\u00f2 l&#8217;epidemia di peste che stava colpendo la citt\u00e0 siciliana. Per questo motivo in suo onore, il 15 Luglio, c&#8217;\u00e8 l&#8217;usanza di celebrare una processione nella quale viene condotto per la citt\u00e0 il <em>Carro trionfale di Santa Rosalia.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><em>La rosa nella tradizione e nella cultura islamica<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Come nel mondo cattolico la rosa simboleggia il sangue del <em>Cristo, <\/em>cos\u00ec in quello islamico rappresenta il sangue di <em>Maometto<sup>46<\/sup>, <\/em>il suo profeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nella <em>Rosa di Baghdad<sup>41<\/sup>\u00a0<\/em>il primo cerchio rappresenta la Legge, il secondo il Cammino, il terzo la Conoscenza e tutti e tre i cerchi insieme raffigurano la Verit\u00e0 ed il nome di <em>Allah. <\/em>Anche in questo caso vi sono molte analogie simboliche tra le due religioni monoteiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Sa&#8217;di <\/em>(1184 circa &#8211; 1291 circa), mistico musulmano, fu uno dei pi\u00f9 importanti poeti persiani; questo non \u00e8 quasi sicuramente il suo nome reale, bens\u00ec il titolo con il quale venivano all&#8217;epoca chiamati i saggi ed i filosofi, e potrebbe essere l&#8217;analogo di Maestro, appellativo con il quale i cristiani chiamano talvolta Nostro Signore.<\/p>\n<div id=\"attachment_1022\" style=\"width: 185px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Golestan.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1022\" class=\"size-medium wp-image-1022 \" title=\"Golestan\" src=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Golestan-175x300.jpg\" alt=\"\" width=\"175\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Golestan-175x300.jpg 175w, https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Golestan.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 175px) 100vw, 175px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1022\" class=\"wp-caption-text\">Sa&#8217;di nel roseto. Immagine tratta dal suo libro &#8216;Golestan&#8217;<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\">Nell&#8217;opera da lui scritta <em>&#8220;Il<\/em> <em>Roseto&#8221; <\/em>&#8211; in lingua originale <em>Golest\u00e0n <\/em>&#8211; l&#8217;autore definisce il giardino delle rose come il luogo dove si raggiunge il grado pi\u00f9 alto della contemplazione. Questa opera \u00e8 molto nota nella letteratura persiana; la sua ricchezza di simbolismi e l&#8217;importanza che ebbe per la diffusione della cultura e della lingua musulmana nei secoli successivi, la rende paragonabile alla nostra <em>Divina Commedia <\/em>scritta neanche un secolo dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00c8 sostanzialmente un importante documento che illustra la vita politica, sociale e religiosa di quel periodo nel mondo persiano, nel quale sono descritti con minuziosa cura i personaggi dell&#8217;epoca, dai principi agli schiavi, dai dignitari di corte ai ladri.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In definitiva, uno spaccato della vita quotidiana, filtrata per\u00f2 attraverso l&#8217;occhio benevolo di un saggio che, avendo appunto visto e sperimentato di tutto nella sua esistenza, valuta quello che lo circonda con una certa indulgenza ed in maniera abbastanza bonaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il carattere dello scrittore che traspare da quest&#8217;opera \u00e8 quello di un uomo ricco di doti morali, che tende a giudicare con moltissima prudenza tutto ci\u00f2 che succede intorno a lui, senza emanare giudizi severi ed inappellabili anche nei riguardi di coloro che agivano disonestamente, ma sforzandosi di trovare anche in loro del bene e dei valori morali. Sotto questo punto di vista si pu\u00f2 affermare che fosse pi\u00f9 che giustificato l&#8217;appellativo di saggio che gli fu unanimemente riconosciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel mondo egiziano le rose erano fiori sacri alla divinit\u00e0 <em>Iside, <\/em>poich\u00e9 rappresentavano l&#8217;amore puro del tutto liberato dall&#8217;aspetto carnale; ma \u00e8 nel mondo greco-romano che il culto della rosa ha trovato maggiore sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><em>La rosa nella Grecia classica<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Aurora.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-908\" title=\"Aurora\" src=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Aurora.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"140\" \/><\/a>Presso i Greci la divinit\u00e0 Aurora \u00e8 spesso chiamata &#8211; tra gli altri da<em> Mimnermo<sup>4<\/sup>, <\/em>poeta lirico dell&#8217;antica Grecia, vissuto tra il VII ed il VI secolo a.C. ed <em>Omero <\/em>&#8211; <em>&#8220;La dea dalle dita di rosa\u201d (rododaktulos), <\/em>proprio perch\u00e9 associata al sorgere del sole. <em>Saffo<sup>49<\/sup>, <\/em>invece, d\u00e0 questo attributo alla luna<sup>50<\/sup>. Limitandoci per questione di spazio e di tempo al solo campo della lirica, notiamo frequenti riferimenti alla rosa da parte di poeti e di lirici appartenenti a varie epoche e di stili letterari diversi: dai bellicosi <em>Omero, Mimnermo <\/em>ed <em>Alceo<\/em><em><sup>51<\/sup><\/em> ai pi\u00f9 idilliaci <em>Ibico<sup>52<\/sup>, Teocrito<sup>53<\/sup> <\/em>ed <em>Asclepiade<sup>54<\/sup>, <\/em>poeta esaltatore dell&#8217;amore<sup>55<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Secondo <em>Anacreonte <\/em>le rose sono profumo per gli dei e gioia per gli uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nessun poeta greco, tuttavia, am\u00f2 questo fiore pi\u00f9 di <em>Saffo; <\/em>la quale predilige pi\u00f9 d&#8217;ogni altro tutto ci\u00f2 che \u00e8 delicato, e paragona a questo fiore la bellezza delle fanciulle<sup>56<\/sup>. Costei, inoltre, intitola <em>&#8220;Le <\/em><em>rose della Pieria&#8221; <\/em>una sua composizione, volendo con questo identificare l&#8217;intera sua poesia con il suo fiore prediletto. Presso gli antichi Greci, la rosa \u00e8 il simbolo della gioia, della bellezza, dell&#8217;amore e del desiderio; era il simbolo della dea <em>Afrodite<sup>57<\/sup>, <\/em>veniva coltivata nei giardini funerari ed era spesso ornamento di tombe, per garantire al defunto il raggiungimento dell&#8217;immortalit\u00e0 nell&#8217;altra vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Corone di rose adornavano poi le statue del dio <em>Dioniso <\/em>ed erano anche al collo delle sue scatenate seguaci, le <em>Baccanti. <\/em>Dioniso era, fra l&#8217;altro, il dio del vino e ghirlande di rose cingevano coloro che partecipavano ai banchetti in onore di questa divinit\u00e0, proprio perch\u00e9 si credeva che tale fiore era in grado di tenere lontano gli effetti negativi &#8211; come ad esempio il mal di testa &#8211; che un abuso di questa bevanda poteva provocare, od anche perch\u00e9 si riteneva che aiutasse le persone ubriache (molto comuni tra i seguaci di questa divinit\u00e0) a non rivelare i segreti di cui erano a conoscenza e che sotto l&#8217;influsso della ebbrezza avrebbero potuto esternare.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Fu molto probabilmente anche per questo motivo, che la rosa \u00e8 poi diventata simbolo della riservatezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Con la rosa erano poi raffigurati il dio <em>Helios<sup>58<\/sup> <\/em>e le <em>Muse<sup>59<\/sup> <\/em>oltre alla gi\u00e0 citata <em>Eos, <\/em>dea dell&#8217;aurora.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><em>La rosa nella Roma latina<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Anche presso gli antichi Romani la rosa rivest\u00ec una notevole importanza; cos\u00ec come presso i Greci, era uno dei fiori con il quale venivano adornate le tombe.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ci\u00f2 avveniva principalmente in cerimonie chiamate <em>Rosalia <\/em>che avevano luogo, secondo la localit\u00e0 in cui erano svolte, in un periodo compreso tra il mese di Maggio e quello di Luglio; in questi riti si offrivano delle rose ai <em>Mani, <\/em>le anime dei defunti ritenute divinit\u00e0 protettrici del focolare domestico. Anche la dea degli inferi, <em>Beate, <\/em>veniva talvolta raffigurata con una corona di rose sul capo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Era poi consuetudine gettare petali di rose al passaggio dell&#8217;imperatore ed era fatta di rose la corona che egli portava sul suo capo. Il poeta latino <em>Decimo Magno Ausonio<sup>60<\/sup> <\/em>associa alla rosa la fugacit\u00e0 della vita; in un suo idillio<sup>61<\/sup> egli recita: <em>&#8220;Uno sola giornata comprende <\/em><em>la vita della rosa; essa in un solo attimo congiunge la giovinezza e la <\/em><em>vecchiaia&#8221;, <\/em>riprendendo il motivo del <em>carpe diem <\/em>oraziano ed anticipando temi che troveranno ampio spazio nel <em>Rinascimento.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Anche molte iscrizioni funebri riprendono questo tema; ne sono state trovate alcune, deposte soprattutto per ricordare chi era defunto in et\u00e0 giovanile, con scritto: <em>&#8220;Nacque e subito mor\u00ec, proprio come una rosa&#8221;. <\/em>Nel romanzo <em>&#8220;L&#8217;Asino d&#8217;oro&#8221; <\/em>di <em>Lucio Apuleio<sup>62<\/sup>, <\/em>la dea <em>Iside<sup>63 <\/sup><\/em>promette a Lucio, trasformato da un maleficio in un asino, di farlo ridiventare uomo durante una processione dedicata alla dea, non appena costui avesse mangiato una corona di rose che il sacerdote di <em>Iside <\/em>gli avesse consegnato.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Si riteneva, quindi, che la rosa fosse dotata di poteri magici e che fosse alla base di ogni processo di rigenerazione che riguardava l&#8217;essere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questo \u00e8 anche testimoniato dall&#8217;affinit\u00e0 del termine latino rosa con quello <em>ros <\/em>che sta ad indicare pioggia, rugiada, elementi indispensabili allo svilupparsi ed all&#8217;evolversi della vita sulla terra. A proposito di quanto ora detto, \u00e8 abbastanza singolare che il nome <em>rosa <\/em>sia comune in quasi tutte le lingue europee, con piccole varianti: <em>die Rose <\/em>in tedesco; <em>rose <\/em>in francese, danese, inglese; <em>rosa <\/em>in spagnolo, italiano ed ancor prima in latino; <em>roza <\/em>in ungherese; <em>ros <\/em>in svedese; <em>royz <\/em>in yiddish<sup>64<\/sup>, solo per citarne qualcuna.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Trattandosi sia di lingue derivate dal latino che da altri ceppi, possiamo a ben ragione affermare che questo fiore abbia diritto di essere considerato un elemento unificatore del nostro continente. Nell&#8217;alchimia e nelle scienze magiche in genere, la rosa bianca e quella rossa sono ritenute gli elementi primordiali di cui si ritiene composta la materia esistente: la prima come sostanza &#8220;volatile&#8221; e la seconda come ingrediente &#8220;in combustione&#8221;. Secondo questa teoria, la pluralit\u00e0 delle forme della materia \u00e8 da attribuirsi proprio ad un diverso rapporto tra le due sostanze base.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><em>Simbologia della rosa<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L&#8217;unione tra la rosa e la croce &#8211; oltre ad essere alla base della figura del rosone &#8211; \u00e8 il simbolo dei <em>Rosacroce, <\/em>setta di impronta evangelica che nacque in Germania nel XVII secolo, per diffondersi successivamente in Francia. Il loro nome deriva da un adepto della setta, il cavaliere tedesco <em>Kristian Rosenkreuz, <\/em>vissuto nel secolo XV, la cui tomba venne scoperta in Marocco. I <em>&#8220;Rosacrociani&#8221;, <\/em>che si vantavano di predire l&#8217;avvenire e di poter guarire malati incurabili, avevano per simbolo una rosa a cinque petali posta al centro di una croce.<\/p>\n<div id=\"attachment_1054\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/rosacroce-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1054\" class=\"size-medium wp-image-1054\" title=\"rosacroce-1\" src=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/rosacroce-1-300x260.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"260\" srcset=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/rosacroce-1-300x260.jpg 300w, https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/rosacroce-1.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1054\" class=\"wp-caption-text\">Simbolo dei Rosacrociani<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\">Questo emblema ricalca, peraltro, quello di <em>Martin Lutero<sup>65<\/sup><\/em><sup>\u00a0.<\/sup>Nel mondo della massoneria la rosa riveste un&#8217;importanza fondamentale; durante il funerale di un &#8220;fratello&#8221; \u00e8, infatti, costume gettare nella tomba tre rose di colore diverso, dette <em>Rose di San Giovanni <\/em>che significano amore, luce e vita. Il 24 Giugno, giorno della festivit\u00e0 di <em>San Giovanni <\/em>\u00e8 consuetudine decorare gli interni di ogni loggia massonica con tre rose di diverso colore. Anticamente i Germani eseguivano in onore della divinit\u00e0 <em>Ziu <\/em>(l&#8217;equivalente del dio <em>Marte) <\/em>la <em>&#8220;Danza della spada&#8221;, <\/em>nella quale veniva simulato un combattimento tra giovani ballerini. Costoro, al termine della danza, univano le punte delle loro spade in modo da formare una rosa, e portavano in trionfo il corifeo, ossia colui che aveva guidato il ballo propiziatorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Sempre nella cultura tedesca &#8211; soprattutto nella poesia popolare &#8211; la frase <em><sup>\u201c<\/sup>Im Rosengarten sein&#8221; (Essere nel Giardino delle rose) <\/em>ha un doppio ed opposto significato, uno dei quali indica l&#8217;amore casto e puro, l&#8217;altro, invece l&#8217;amore in senso passionale, biblico, che deriva da un rapporto carnale: un altro esempio della dualit\u00e0 che questo fiore \u00e8 capace di concentrare in s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel mondo cinese la rosa non riveste quella importanza simbolica che ha invece nelle nostre latitudini; essa viene il pi\u00f9 delle volte associata alla giovent\u00f9, in ogni caso mai all&#8217;amore. Nel campo dell&#8217;araldica le rose sono di solito raffigurate in maniera stilizzata, con cinque, sei oppure otto petali. Tra gli emblemi dove questo fiore viene raffigurato, ricordiamo quelli gi\u00e0 citati delle casate dei <em>Lancaster <\/em>(rosa rossa) e degli <em>York <\/em>(rosa bianca) , dei <em>Tudor <\/em>(rosa con petali bianchi striata di rosso), dei principi tedeschi di <em>Lippe, <\/em>dei conti di <em>Altenburg. <\/em>Infine, tra le citt\u00e0 nei cui stemmi appare questo fiore, ricordiamo quella inglese di <em>&#8220;Southampton&#8221; <\/em>(una rosa rossa e due bianche), e quella tedesca di <em>Lipstadt.<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_1052\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1052\" class=\"size-medium wp-image-1052 \" title=\"stemmi_rose\" src=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/stemmi_rose1-300x69.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"69\" srcset=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/stemmi_rose1-300x69.jpg 300w, https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/stemmi_rose1-1024x238.jpg 1024w, https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/stemmi_rose1.jpg 1134w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-1052\" class=\"wp-caption-text\">Stemmi della rosa Lancaster, York, Tudor e Lippe<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\">Per chi ancora oggi credeall&#8217;influsso dello zodiaco sulla vita degli esseri umani, l&#8217;abbinamento con la rosa \u00e8 molto importante per i natinel segno del Toro, ed \u00e8 inoltre il profumo magico per gli appartenenti alla terza decade del segno. Questo fiore, infatti, tenderebbe a moderare l&#8217;impulsivit\u00e0 affettiva e la sensualit\u00e0, ed a favorire la concentrazione mentale, impedendo alla persona di correre eccessivi rischi di isolamento; garantirebbe, sempre per i nativi di questo segno, effetti rigeneranti ed allontanerebbe da loro le ombre della stanchezza<sup>66<\/sup>. La rosa ha poi un suo preciso significato nel <em>linguaggio <\/em>dei fiori; in un testo pubblicato in Germania nel 1899, possiamo trovare associati a questo fiore i seguenti significati:<\/p>\n<p>Rosa <em>bianca: <\/em>&#8220;I suoi petali indicano la fortuna dell&#8217;amore eterno e puro, libero dalla passione terrena.&#8221;<\/p>\n<p>Rosa <em>gialla: <\/em>&#8220;Il colore di questo fiore mi mette in guardia dallo sguardo invidioso dei tuoi occhi.&#8221; <em>Rosa rossa: <\/em>&#8220;Il pegno dell&#8217;amore fedele.&#8221;<\/p>\n<p><em>Rosellina di macchia: <\/em>&#8220;Chi \u00e8 nato per una vita tranquilla \u00e8 felice solo se vive nascosto.&#8221; <em>Roselline bianche: <\/em>&#8220;Si!&#8221; <em>Roselline rosse: <\/em>&#8220;No!&#8221;<\/p>\n<p>Molte letterature associano la bellezza femminile che caratterizza la donna nella sua vita, ai vari tipi di rosa attualmente esistenti; la freschezza e la spontaneit\u00e0 della giovinezza richiamano immediatamente questo fiore: le ragazze crescono, si sviluppano e&#8230; sbocciano proprio come fanno le rose.<\/p>\n<p>In un testo, alquanto frivolo, di autore ignoto, in modo invero un po&#8217; ironico e poco rispettoso nei confronti del gentil sesso, viene prospettata un&#8217;esatta corrispondenza tra l&#8217;et\u00e0 di una ragazza e il relativo tipo di rosa: a sedici anni la fanciulla, un po&#8217; acerba per via della sua ancora giovanissima et\u00e0, \u00e8 paragonabile ad una rosa canina, un po&#8217; spinosa e non ancora recisa; intorno ai diciassette anni \u00e8 un bocciolo di rosa muschiata, a diciotto \u00e8 sempre una rosa muschiata ma aperta ed in grado di emanare un profumo molto intenso e soave; a diciannove \u00e8 una rosa tea e, cos\u00ec conclude il brano, se rimane zitella diventa una Rosa ciarliera. Ovviamente certe considerazioni al giorno d&#8217;oggi (e forse anche quando sono state scritte) appaiono del tutto assurde, risibili e ne abbiamo fatto cenno, peraltro bonariamente, non certo per condividerne i contenuti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>La rosa nella favolistica<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Dalla <em>Rosa di macchia <\/em>(detta anche <em>Rosa canina) <\/em>hanno tratto spunto diversi poeti e scrittori di vari tempi e luoghi per scrivere poesie e favole che hanno trovato fama pressoch\u00e9 universale. L&#8217;ispirazione \u00e8 dovuta anche al particolare aspetto di questo fiore, che si presenta normalmente in forma di cespuglio molto fitto, spinoso, quasi impenetrabile; la bellezza di tale rosa, tuttavia, a differenza di quello che accade per altre variet\u00e0, scompare rapidamente una volta recisa dalla pianta. La pi\u00f9 celebre di queste favole \u00e8 <em>&#8220;La bella addormentata nel bosco&#8221;, <\/em>pubblicata nel 1696 dal romanziere francese <em>Perrault<sup>67<\/sup>. <\/em>In questa storia si racconta che, a causa di un maleficio, la protagonista, una giovane principessa, cade in un sonno profondo. Il castello dove lei si trova \u00e8 protetto da intricatissimi cespugli di rose, con spine cos\u00ec pungenti che nessuno sarebbe stato in grado di oltrepassare, ad eccezione di chi avesse dimostrato sufficiente coraggio.<\/p>\n<p>Dopo cento anni, un principe si ciment\u00f2 in questa impresa e, accompagnato dalla sua scorta reale, si diresse deciso verso quell&#8217;altissimo mucchio di rovi. Questo si apr\u00ec al passaggio del cavaliere, per poi richiudersi immediatamente alle sue spalle, impedendo l&#8217;accesso ai suoi accompagnatori.<\/p>\n<div id=\"attachment_1056\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Henry_Meynell_Rheam_-_Sleeping_Beauty.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1056\" class=\"size-medium wp-image-1056\" title=\"Henry_Meynell_Rheam_-_Sleeping_Beauty\" src=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Henry_Meynell_Rheam_-_Sleeping_Beauty-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Henry_Meynell_Rheam_-_Sleeping_Beauty-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Henry_Meynell_Rheam_-_Sleeping_Beauty.jpg 550w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1056\" class=\"wp-caption-text\">Dornr\u00f6schen, acquerello di Henry Meynell Rheam (1899)<\/p><\/div>\n<p>Il giovane, giunto nel castello, svegli\u00f2 la principessa e sciolse dall&#8217;incantesimo tutti coloro che ne erano stati colpiti. A <em>Perrault <\/em>si ispirarono successivamente, in Germania, i fratelli <em>Grimm, <\/em>scrivendo, tra le altre, una storia conosciuta da noi con il nome di <em>&#8220;Rosaspina&#8221;, <\/em>titolo originale \u00e8 <em>&#8220;Dornr\u00f6schen&#8221; <\/em>(tradotto letteralmente: <em>&#8220;piccola rosa con le spine&#8221;). <\/em>Anche in questa favola, a causa di un sortilegio, la principessa, la cui bellezza \u00e8 paragonabile a quella di una rosa in fiore, dorme all&#8217;interno di un castello impenetrabile, protetto da spinosissimi cespugli di rose.<\/p>\n<p>Pure in questo caso ella attende un principe che sia in grado di liberarla; all&#8217;arrivo di costui, la siepe di rose si spalanca, consentendogli il passaggio, per richiudersi immediatamente dopo. La principale differenza tra la fiaba di <em>Perrault <\/em>e quella dei fratelli <em>Grimm <\/em>\u00e8 nel fatto che, in quest&#8217;ultima, i vari tentativi precedentemente fatti da altri nobili erano stati vani poich\u00e9 la siepe si sarebbe aperta solo dopo che erano trascorsi cento anni da quando si era verificato il maleficio, causato da un fuso che aveva punto la principessa.<\/p>\n<p>Nella novella <em>&#8220;La Bella e la Bestia&#8221;, <\/em>\u00e8 una semplice rosa che la bimba <em>Belinda <\/em>richiede a suo padre prima che costui inizi un lungo viaggio, mentre le due sorelle maggiori avevano preteso gioielli. \u00c8 proprio per soddisfare il desiderio della figlia minore che il genitore, sulla via del ritorno, entra in un tetro palazzo al cui interno c&#8217;era un giardino pieno di rose e, certo di non essere visto, ne coglie un bocciolo provocando cos\u00ec l&#8217;ira della creatura mostruosa che viveva in quella dimora. E forse non \u00e8 un caso che l&#8217;unica persona ad apprezzare le virt\u00f9 della <em>Bestia <\/em>sia in definitiva proprio <em>Belinda <\/em>che, richiedendo per s\u00e9 soltanto una rosa, aveva in definitiva dimostrato pi\u00f9 di ogni altro di saper superare le apparenze e di andare diretta alla realt\u00e0 delle cose, privilegiando la semplicit\u00e0, la spontaneit\u00e0 e la purezza d&#8217;animo. Grazie a tutto ci\u00f2 riesce a liberare la <em>&#8220;Bestia&#8221; <\/em>dal maleficio al quale era stato condannato ed a fargli assumere nuovamente le sue primitive sembianze di Principe, con il quale poi si sposer\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>NOTE<\/h6>\n<address>35. Genova &#8211; Viterbo 1276. Il suo vero nome era Ottobono Fieschi. Pur non avendo ricevuto ordinazione sacerdotale, fu nominato cardinale dallo zio Innocenzo li &#8216;e successe al pontefice Innocenzo V l&#8217;I 1 Luglio 1276. La sua durata al soglio fu brevissima. (11 Luglio-18 Agosto). Dante, nella Divina Commedia, lo pone nel Purgatorio tra gli avari (canto XI): tale intatti lui si riteneva, prima di essere prescelto come pontefice, e la SUB breve permanenza come successore di Pietro non gli era stata sufficiente ad espiare completamente questo suo peccato.<br \/>\n36. Divinit\u00e0 di origine fenicia, il cui mito si diffuse successivamente presso i Greci ed i Romani. Era raffigurato come un giovane di aspetto bellissimo e vitale nella stagione primaverile, per poi morire a causa dell&#8217;eccessiva calura estiva e rinascere successivamente grazie alla dea Astiarle, la quale scendeva personalmente negli inferi per andarlo a strappare dalla morte. Questo mito &#8211; sia pure con qualche modifica &#8211; fu successivamente ripreso in quello di Proserpiira. alla quale era concesso di lasciare gli inferi solo nella bella stagione, per poi ritornarvi durante l&#8217;autunno e l&#8217;inverno.<br \/>\n37. Tra questi ricordiamo Eraclito, vissuto tra il VI ed il V secolo a.C. e, soprattutto, il suo contemporaneo Empedocle.<br \/>\n38. Ch\u00e0tillon-sur-Mamc (Francia) 1040 -Roma 1099. Al secolo Ottone di Lagery. Prima di essere nominato papa, era stato monaco nell&#8217;abbazia di Climy. riletto pontefice nel 1088 a Terracina, (cittadina del sud del Lazio) mentre a Roma c&#8217;era l&#8217;antipapa Clemente III che aveva l&#8217;appoggio dell&#8217;imperatore Enrico II&#8217;.<br \/>\n39. Da pontefice si oppose strenuamente a costui che si era appropriato di alcune terre appartenenti alla contessa Matilde. Dopo l&#8217;umiliazione che il monarca sub\u00ec a Canossa ed il suo successivo ritiro dall&#8217;Italia, il pontefice torn\u00f2 a Roma, liber\u00f2 la citt\u00e0 dall&#8217;anti\u00acpapa e scomunic\u00f2 Clemente III ed Enrico IV.<br \/>\nIl 18 novembre 1095 Urbano II indisse a Clermont un concilio nel quale propose l&#8217;idea di organizzare la prima crociata per strappare la citt\u00e0 di Gerusalemme ai musulmani. La morte lo colse prima di venire a conoscenza dell&#8217;avvenuta liberazione della citt\u00e0.<br \/>\n39. 1310 &#8211; 1370. Il suo vero nome Guglielmo di Grimoarcl. Nominato pontefice nel 1362. Proclamato beato, viene ricordato il 19 Dicembre.<br \/>\n40. Senigallia 1792 &#8211; Roma 1878. Suo vero nome Giovanni Maria Mastai Ferretti. Ordinato sacerdote nel 1819. govern\u00f2 la Santa Sede dal 1846 al 1878. Nel &#8220;Sillabo&#8221; condann\u00f2 quelli che defini gli errori del secolo e. forse in un estremo quanto invano tentativo di instaurare di nuovo l&#8217;autorit\u00e0 del Papa, convoc\u00f2 nel 1869 un concilio vati\u00accano in cui veniva ribadita l&#8217;infallibilit\u00e0 di quanto veniva proclamato dalla Cattedra di Pietro. L&#8217;8 Dicembre 1854 proclam\u00f2 il Dogma dell&#8217;Immacolata Concezione.<br \/>\n41. Appellativo di \u00a0Sheikh\u00a0Abdul Qadir Jailani,\u00a0importante saggio e &#8216;maestro&#8217; del Sufismo, da cui il simbolo a forma di rosa.<\/address>\n<address>42. Desio (MI) 1857 &#8211; Citt\u00e0 del Vaticano 1939. Il suo vero nome Ambrogio Damiani Achille Ratti. Resse il soglio pontificio dal 1922. Ordinato sacerdote nel 1879. inizi\u00f2 il suo pontificato impartendo dalla loggia di san Pietro la benedizione &#8220;Urbi et Orbi&#8221; [tradizione tuttora seguita dai suoi successori], manifestando cos\u00ec la sua grande aspira\u00aczione di riallacciare i rapporti tra la Chiesa e lo Stato Italiano, che erano stati troncati nel 1870 in occasione dell&#8217;annessione con la forza dello Stato della Chiesa al regno d&#8217;Italia. Questo suo desiderio si realizz\u00f2 l\u201911 Febbraio 1922. giorno in cui il Papa ed il Presidente del Consiglio Benito Mussolini stipularono i &#8220;Patti Lateranensi&#8221;. che preve\u00acdevano &#8211; fra l&#8217;altro &#8211; il reciproco riconoscimento dei due Stati. Mori poco tempo dopo aver raggiunto questo storico accordo.<br \/>\n43. Cettigne (Montenegro) 1873 &#8211; Montpellier (Francia) 1952. Spos\u00f2 nel 1896 l&#8217;allo\u00acri Principe di Napoli Vittorio Emanuele di Savoia, salito successivamente al trono d&#8217;Italia come Vittorio Emanuele III, e lo segu\u00ec in esilio in Egitto quando egli, nel 1946. abdic\u00f2 in favore del figlio UmbertoII.<br \/>\n44. 673 &#8211; 735. Monaco benedettino inglese e Dottore della Chiesa. Tra le sue opere, scritte tutte in latino, ricordiamo la &#8220;Historia Ecclesiastica&#8221;.<br \/>\n45. Per ogni Pontefice, la prima data si riferisce all&#8217;inizio del suo pontificato, e la seconda alla sua morte.<br \/>\n46. Nato presumibilmente nel 571e morto nel 632. E&#8217; il profeta della religione islamica e ne tu il fondatore.<br \/>\n47. Viene citata nel &#8220;Corano&#8221;, il libro sacro per gli islamici.<br \/>\n48. Or, ode &#8220;Il rapido carro ed i destrieri del Sole&#8221;&#8216;.<br \/>\n49. Poetessa greca dell&#8217;isola di Lesbo, vissuta tra il VII ed il VI secolo a.C. Molto colta e raffinata, amava circondarsi di cose e di creature eleganti e belle; tra queste ultime, principalmente le ragazze che era solita accogliere presso di s\u00e9. Scrisse molti carmi lirici, impregnati sovente di malinconia.<br \/>\n50. Cfr. ode &#8220;L&#8217;amica lontana&#8221;, nella quale la luna ha talvolta le dita di rosa; talvolta in quanto solo nel plenilunio il sorgere del nostro satellite coincide con il tramonto del sole.<br \/>\n51. Lirico greco, pressoch\u00e9 contemporaneo di Saffo, ed anclic lui nativo dell&#8217;isola di Lesbo.<br \/>\n52. Poeta lirico dell&#8217;antica Grecia, vissuto nella seconda met\u00e0 del VI secolo a.C. Cfr. ode &#8220;Tra le rose fiorite&#8221;.<br \/>\n53. Poeta greco nato a Siracusa verso il 310 a.C. e morto intorno al 250 a.C. Di lui. ci \u00e8 giunta una raccolta di Idilli. Cfr. ode &#8220;Per tue. sei color del miele&#8221;.<br \/>\n54. Poeta alessandrino, vissuto tra il IV ed il III secolo a.C. nativo di Samo. Ci sono pervenuti circa 50 epigrammi, raccolti ne &#8220;L&#8217;Antologia Palatina&#8221;.<br \/>\n55. Cfr. ode &#8220;La ghirlandetta gli sfuggiva dal capo&#8221;.<br \/>\n56. Cfr. &#8220;Xel tempio di Cipride&#8221;, &#8220;La cosa pi\u00f9 bella&#8221;. &#8220;L&#8217;amica lontana&#8221;.<br \/>\n57. Dea della bellezza. Secondo la leggenda il dio Crono scagli\u00f2 nel mare i genitali che aveva reciso a suo padre Urano. Dalla schiuma del mare emerse Afrodite la quale, cavalcando una conchiglia marina, approd\u00f2 all&#8217;isola di Citer\u00e0 (dal cui nome deriva citeride. un appellativo della dea). Si rec\u00f2 successivamente nell&#8217;isola di Cipro e, per questa ragione, tu anche chiamata Cipride.<br \/>\n58. Per gli antichi Greci rappresentava il Sole, che era da loro considerato come una divinit\u00e0.<br \/>\n59. Nella mitologia greca erano le divine ispiratrici dei poeti e. pi\u00f9 genericamente, di tutti gli artisti. Erano in tutto nove, ognuna delle quali aveva il compito di sovrintende\u00acre quella torma di arte a lei dedicata: Tersicore (la danza). Calliope (la poesia epica). Urania (l&#8217;astronomia). Erato (la poesia amorosa). Taiia (la lirica corale). Po\u00ecinnia (la pantomima). Melpomene (la tragedia), Clio (la storia) ed Euterpe (la poesia elegiaca). Si credeva che la loro residenza fosse il Monte Elicone, nella regione greca della Beozia.<br \/>\n60. Burdigala (Francia) l&#8217;attuale Bordeaux 310 d.C. &#8211; verso il 398.<br \/>\nPoeta e politico latino. Ricopr\u00ec diversi incarichi pubblici. Fu tra l&#8217;altro pretetto di: Gallia, Africa, Italia e Illiria. Termin\u00f2 la sua carriera politica da console alla morte dell&#8217;imperatore Graziano, del quale fu anni prima maestro di retorica. Tra le sue opere ricordiamo la Alosella (poemetto scritto sulla falsariga delle Georgiche di Virgilio), alcune epistole, idilli ed un certo numero di epigrammi {Commentano professorum Burdigalensium e Parentalia).<br \/>\n61. Numero 14, verso 40,<br \/>\n62. Scrittore latino, originario dell&#8217;Africa (Madaura 125 d.C. &#8211; Cartagine verso il 180 d.C). Scrittore esperto di riti esoterici e, soprattutto, di quello al dio Mitra, come appare chiaramente in tutte le sue opere, tra le quali ricordiamo: &#8220;L&#8217;Asino d&#8217;oro&#8221;, &#8220;De Magia&#8221;. &#8220;Le Metamorfosi&#8221;.<br \/>\n63. Una delle pi\u00f9 celebri divinit\u00e0 femminili dell&#8217;antico Egitto. Veniva considerata pro\u00actettrice dei naviganti e per la sua umanit\u00e0 ed il suo amore coniugale, fu particolarmen\u00acte amata dalle spose e dalle madri. Il suo culto trov\u00f2 una notevole diffusione anche nell&#8217;et\u00e0 ellenistica e nell&#8217;Impero Romano.<br \/>\n64. Lingua ancora parlata dai discendenti degli ebrei che furono espulsi dalla Germania nel XVI secolo.<br \/>\n65. Teologo riformatore tedesco (1483-1546). Le tesi religiose, divulgate in quasi tutte le sue opere, furono successivamente alla base del credo protestante, detto appunto luterano.<br \/>\n66. Cfr. &#8220;Miti e magie delle erbe&#8221; di Maria Immacolata Macioti &#8211; Newton Compton Editori &#8211; Ottobre 1993.<br \/>\n67. Charles Perrault. (1628-1703). Famoso scrittore di tavole &#8211; scritte nel 1697 &#8211; che traevano spunto per lo pi\u00f9 da racconti popolari. Tra queste ricordiamo Barbabl\u00f9. La Bella addormentata nel bosco. Cenerentola, Le fate, Il gatto con gli stivati. Pollicino e Cappuccetto Rosso.<br \/>\n68. Jakob (1785-1863) e Wilhelm (1786-1859), entrambi nati ad Hanau e morti a Berlino. Devono la loro celebrit\u00e0 presso il grande pubblico per le numerose fiabe com\u00acposte, tra queste ricordiamo: Biancaneve, Rosaspina, Pelle d&#8217;asino. L&#8217;uomo di Ferro, La sposa bianca e la sposa nera. L&#8217;uccello d&#8217;oro, Fratellino e sorellina. Le tre piume ed Hansel e Gretel. Rivestono nella cultura e nella filologia tedesca un&#8217;importanza ancor maggiore per lo studio che hanno intrapreso sulla letteratura medioevale del loro paese e per avere iniziato lo studio della filologia romantica. Altro loro fondamentale lavoro \u00e8 stata la stesura del Vocabolario tedesco, iniziata nel 1838 e la cui prima edi\u00aczione tu pubblicata circa quindici anni dopo. Alla morte dei due fratelli l&#8217;intera opera fu proseguita da altri studiosi, per vedere infine la luce solo nel 1961.<\/address>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La rosa nei miti, nelle religioni, nelle leggende e nei simboli da:\u00a0Corrado Colafigli, Maurizio Saudelli,\u00a0\u2018Spigolando tra le Rose\u2019, LASER Edizioni, 1999, Milano La rosa \u00e8 un simbolo veramente complesso, poich\u00e9 racchiude in s\u00e9 &#8211; pi\u00f9 d&#8217;ogni altro fiore &#8211; significati tra loro totalmente contrastanti. \u00c8, infatti, ambivalente, potendo contemporaneamente significare perfezione celeste e passione terrena, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28,29,26],"tags":[],"class_list":["post-779","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-archivio-ev","category-eventi","category-main"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/779","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=779"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/779\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4477,"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/779\/revisions\/4477"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=779"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=779"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=779"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}