{"id":1034,"date":"2013-01-13T18:03:31","date_gmt":"2013-01-13T17:03:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/?p=1034"},"modified":"2013-01-13T18:03:31","modified_gmt":"2013-01-13T17:03:31","slug":"lorigine-delle-rose-galliche-di-francois-joyaux","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lacompagniadellerose.com\/?p=1034","title":{"rendered":"L&#8217;origine delle rose galliche di Fran\u00e7ois Joyaux"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><strong>L&#8217;origine delle rose galliche di Fran\u00e7ois Joyaux<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Due sono le caratteristiche fondamentali che presenta il gruppo delle rose galliche.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In primo luogo esso <strong>\u00e8 uno dei rari gruppi tra i pi\u00f9 importanti di rose antiche che discendono direttamente da una rosa botanica<\/strong> di chiara identificazione, ossia la <strong><em>Rosa gallica<\/em><\/strong>, e non da una variet\u00e0 orticola dalle origini pi\u00f9 o meno oscure, come le <em>Centifolia<\/em>, le <em>Damascena<\/em>, le <em>Cinesi<\/em>, eccetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In secondo luogo, <strong>i gruppi di rose comparsi tra il diciottesimo e il diciannovesimo<\/strong> ossia nel periodo moderno, presentano tra le loro<strong> componenti genetiche una parte che discende direttamente dal gruppo delle galliche.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questa premessa chiarisce i motivi per i quali molte delle ricerche filogenetiche vengono orientate sulle rose galliche.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>DALLA SPECIE BOTANICA ALLA MEDICINALE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><\/strong>La specie delle galliche fondatrice di tutte le variet\u00e0 appartenenti al gruppo \u00e8 ovviamente la <em>Rosa gallica<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Essa presenta una estesa variet\u00e0 fenotipica soprattutto se si fa riferimento al colore dei petali. Infatti si tratta di una specie molto allogama dal momento che il numero di ibridi interspecifici di <em>Rosa Gallica <\/em>\u00e8 molto ampio e tra i pi\u00f9 conosciuti citiamo <em>Rosa macrantha<\/em>, <em>Rosa <\/em>f<em>rancofurtana<\/em>, <em>Rosa dupontii, <\/em>ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>L\u2019areale della <\/strong><em><strong>Rosa gallica<\/strong> <\/em>comprende<strong> l\u2019Asia Minore e le coste Atlantiche, ma anche la Scandinavia fino ai confini del Mediterraneo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Fin dal diciannovesimo secolo di potevano incontrare esemplari di <em>Rosa gallica <\/em>nella stessa Francia, ma ai giorni nostri sta diventando sempre pi\u00f9 rara tanto da essere stata annoverata<strong> tra le piante protette fin dal 1982<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Uno dei motivi d&#8217;interesse delle galliche \u00e8 che, partendo da questa specie botanica, si pu\u00f2 ricostituire in modo abbastanza preciso sia la filogenesi sia la storia del gruppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Per poter tracciare la storia della <em>Rosa gallica<\/em> \u00e8 necessario partire dalla <strong>comparsa della <em>Rosa gallica &#8216;officinalis&#8217; <\/em><\/strong>nota anche con la denominazione di \u201cRosa degli speziali\u201d o \u201cRose de Provins\u201d, appellativo con il quale erroneamente spesso si \u00e8 soliti indicare l\u2019insieme del gruppo orticolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Rosa gallica &#8216;Officinalis<\/em>&#8216; sembra derivare direttamente da <em>Rosa gallica <\/em>tramite duplicazione, con un numero di\u00a0petali che passa da 5 a 15-20, il fiore che diventa pi\u00f9 grande, ed in generale una pianta che acquista forza e diventa pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Secondo la letteratura corrente si tende a indicare la <em>Rosa gallica<\/em> <em>&#8216;Officinalis&#8217; <\/em>\u00a0quale una semplice mutazione di <em>Rosa gallica.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In ogni caso sarebbe comunque <strong>utile poter condurre delle indagini specifiche volte a capire se ci siano state ugualmente delle ibridazioni o addirittura delle modificazioni morfologiche<\/strong> dovute alla semplice messa in coltura: non sembra che fino ad oggi siano state condotte ricerche specifiche in merito.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Dal punto di vista storico il processo che ha portato dalla Rosa gallica alla Rosa gallica \u2018Officinalis\u2019 <strong>\u00e8 diretta conseguenza della diffusione della rosa selvatica coltivata a scopi medicinali<\/strong>. Queste rose infatti venivano spesso utilizzate dalle medicine tradizionali per sfruttarne le propriet\u00e0 astringenti e toniche. <strong>Lo storico Plinio il Vecchio<\/strong> fu il primo a descrivere le virt\u00f9 di questa rosa che era quindi coltivata nei <em>giardini dei semplici <\/em>e non nei <em>giardini d&#8217;ornamento<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>LA ROSA GALLICA IN FRANCIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">A questo punto si pone una questione: <strong>in quale momento si fa risalire la comparsa della Rosa gallica \u2018Officinalis\u2019?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La tradizione attribuisce la sua introduzione a<strong> Thibault IV detto Le Chansonnier<\/strong> (1201-1253) re di navarra e Conte di Champagne e di Brie, di ritorno delle Crociate attorno al 1240.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In realt\u00e0 questa \u00e8 una leggenda puramente romantica che non si fonda su alcuna cronaca certa ma che fu avanzata da tale Opoix, speziale di Provins nella sua \u2018Storia e descrizione della citt\u00e0 di Provins\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">D&#8217;altronde, secondo altre fonti, la &#8220;<em>Rose de Provins<\/em>&#8221; sarebbe stata introdotta in Francia al tempo del &#8220;buon re Ren\u00e9&#8221;, vale a dire nel XV secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>La realt\u00e0 \u00e8 che si ignora completamente quale sia la vera epoca di comparsa di questa rosa.<\/strong> Secondo alcuni studiosi <strong>essa corrisponderebbe alla \u2018Rose de Milet\u2019 citata gi\u00e0 da Plinio il Vecchio<\/strong> e quindi risalirebbe addirittura all\u2019epoca romana.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Di contro il manuale di medicina intitolato \u2018Rosa gallica\u2019 pubblicato da Champier a Parigi nel 1514 riporta l\u2019illustrazione della specie botanica a cinque petali e non la Rosa di Provins, perci\u00f2 l\u2019incertezza risulta essere totale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>DALLA OFFICINALIS ALLA VERSICOLOR<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>La seconda tappa<\/strong> fondamentale nel raccontare la storia di questa specie <strong>consiste nel passaggio da Rosa gallica \u2018Officinalis\u2019 a Rosa gallica \u2018Versicolor\u2019<\/strong> ossia la trasformazione di una rosa coltivata per le sue propriet\u00e0 medicinali ad una coltivata ormai esclusivamente per la sue qualit\u00e0 ornamentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Anche in questo caso si presenta una questione che avrebbe necessit\u00e0 di essere approfondita attraverso specifiche ricerche scientifiche.\u00a0<strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Una volta ancora, sorge la questione che dovrebbe essere oggetto di ricerca.<strong> Infatti con il nome di <em>Rosa gallica\u00a0<\/em><em>&#8216;Versicolor&#8217;<\/em>, s&#8217;indicano due rose diverse<\/strong>. Da una parte, si trovano, anche se raramente, allo stato naturale, degli esemplari di <em>Rosa gallica <\/em>(5 petali) con colore mutato, queste hanno delle striature porpora e bianche, e sono dunque <em>Rosa gallica<\/em> <em>&#8216;Versicolor<\/em>&#8216; selvatica. D&#8217;altra parte, esiste la variet\u00e0 nota a tutti gli amatori di rose antiche, cio\u00e8 la <em>Rosa gallica &#8216;Versicolor<\/em>&#8216; orticola a 15-20 petali. Quest&#8217;ultima \u00e8 anch&#8217;essa presentata come una mutazione di <em>Rosa gallica &#8216;Officinalis&#8217;<\/em>, cosa effettivamente dimostrata dal fatto che su una stessa pianta di <em>Rosa gallica &#8216;Versicolor<\/em>&#8216; si possono trovare dei fiori regrediti simili a fiori di <em>Rosa gallica &#8216;Officinalis<\/em>&#8216;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Il dubbio che sorge riguarda l\u2019origine effettiva della Rosa gallica \u2018Versicolor\u2019<\/strong> ossia se essa derivi effettivamente da \u2018Officinali\u2019 in seguito a mutazione del colore o se, al contrario, si debba far discendere dalla \u2018Versicolor\u2019 selvatica in seguito a duplicazione dei petali.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Le ricerche genetiche non hanno ancora risolto questa questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L&#8217;epoca durante la quale apparve <em>Rosa gallica &#8216;Versicolor<\/em>&#8216; (orticola) \u00e8 oscura quanto l&#8217;epoca nella quale apparve\u00a0&#8216;<em>Officinalis<\/em>&#8216;. <strong>Secondo alcuni archeologi italiani se ne possono gi\u00e0 vedere sugli affreschi (recentemente restaurati)\u00a0della &#8220;Casa del Bracciale d&#8217;Oro&#8221; a Pompei.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Secondo altri studiosi invece la sua comparsa risale alla fine del sedicesimo secolo. Thomas Hanmer autore del testo Garden Book del 1659 e altri studiosi inglesi sostengono che questa rosa comparve per la prima volta a Norfolk qualche hanno prima della pubblicazione di quello stesso libro.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ma anche in questo caso, come nel precedente, non abbiamo prove certe che fanno propendere per una o per l\u2019altra ipotesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Comunque sia con <em>Rosa gallica &#8216;Versicolor&#8217;<\/em>, si usciva dai giardini dei semplici entrando nei giardini ornamentali,\u00a0<\/strong>cio\u00e8 nella fase delle galliche orticole apprezzate solamente per la loro bellezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">I pi\u00f9 antichi cataloghi dei vivaisti giunti fino a noi proponevano questo fiore tra le piante ornamentali e non tra quelle medicinali, come invece avveniva per l\u2019\u2019Officinalis\u2019 che tra l\u2019altro aveva un prezzo molto pi\u00f9 accessibile rispetto alla \u2018Versicolor\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>LE ANTICHE GALLICHE OLANDESI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Si deve agli ibridatori provenienti dai Paesi Bassi lo sviluppo e la commercializzazione delle galliche. <strong>Le pi\u00f9 antiche variet\u00e0 orticole tra quelle ancora oggi diffuse provengono proprio da quelle zone dell\u2019Europa e secondo alcuni cominciarono a diffondersi fin dal diciassettesimo secolo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Anche questa per\u00f2 \u00e8 un\u2019informazione che non risuluta confermata da nessuna fonte certa, poich\u00e9 un&#8217;opera come<strong> &#8220;<em>Le Jardinier Hollandais&#8221;<\/em><\/strong>, pubblicato ad Amsterdam nel 1669, da<strong> <em>Jan Van Der Groen<\/em><\/strong>, sia in francese sia in olandese, che catalogava le variet\u00e0 (galliche ed altre) che si potevano trovare allora nei Paesi Bassi, ne cita soltanto una ventina.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questo fatto \u00e8 invece accertato per la seconda met\u00e0 del XVIII secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In Francia invece i numerosi vivaisti che si occupavano di galliche le coltivavano assegnandogli una denominazione francofona (ecco il motivo dei tanti sinonimi) e le inserivano cos\u00ec nei loro cataloghi. In particolare alcuni vivaisti si specializzarono proprio nell\u2019introduzione di variet\u00e0 olandesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questo, ad esempio, era il caso di <strong><em>Monsieur<\/em> <em>Fran\u00e7ois, giardiniere del Re<\/em><\/strong>, nel sobborgo Saint-Antoine a Parigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Nel suo catalogo del 1790<\/strong> proponeva circa <strong>200 specie e variet\u00e0<\/strong>, delle quali molte avevano conservato il loro nome olandese: &#8216;<em>Fluwell Roos<\/em>&#8216;, <em>&#8216;Groote Purper Roode<\/em>&#8216; ecc., ma oggi \u00e8 molto difficile sapere con esattezza a che cosa corrispondessero. Ma altre sono state annotate in francese ed alcune, galliche, sono ancora coltivate; &#8216;<em>Bizzare<\/em> <em>Triomphant<\/em>&#8216;, &#8216;<em>Lustre d&#8217;Eglise<\/em>&#8216;, &#8216;<em>Soleil Brillant<\/em>&#8216;, ecc. Questa tradizione di galliche olandesi proseguir\u00e0 sino all&#8217;inizio del XIX secolo.<strong> Il grande collezionista parigino che era <\/strong><em><strong>Andr\u00e9 DuPont<\/strong> (1756-1817) <\/em>si riforniva in parte nei Paesi Bassi. Gli archivi nazionali francesi riportando anche traccia d&#8217;ordinativi fatti dall&#8217;<em>Imperatrice Jos\u00e9phine <\/em>a vivaisti olandesi. Si sa ad esempio, che la collezione di <em>Malmaison <\/em>contava nel 1810, tra le sue galliche, i &#8220;<em>Rosier Yan Eeden<\/em>&#8221; di un vivaista di Harlem: <em>Redout\u00e9 <\/em>ne fornir\u00e0 un&#8217;illustrazione nel volume II (1821) della sua opera &#8220;<em>Les Roses<\/em>&#8220;, con questo commento di Thory: &#8220;<em>Magnifica<\/em> <em>variet\u00e0 di Rose de Provins, ottenuta da seme da Van Eeden, abile vivaista di Harlem con la quale decor\u00f2 nel 1810 i bei giardini di Malmaison<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Una grande quantit\u00e0 di galliche continuarono ad arrivare dai Paesi Bassi anche dopo il primo Impero (1804-1814) in particolare dalla regione in cui sorgeva la citt\u00e0 di Gand, che diventer\u00e0 belga nel 1830: nel 1817, un catalogo come quello di<strong> <em>C. Lanckman, della citt\u00e0 di<\/em> <\/strong><em><strong>Gand<\/strong> <\/em>ne proponeva numerose (con il loro nome francese). Nel 1828, un quarto delle galliche inventariate da <em>N. Desportes <\/em>nel suo <em>Rosetum Gallicum<\/em>, proveniva ancora dai Paesi Bassi. Ed in\u00a0un certo modo \u00e8 sempre questa tradizione che sar\u00e0 seguita da un grande ottenitore belga come <em>Louis Parmentier <\/em>ad Enghien (1782-1847).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questa situazione si modific\u00f2 sostanzialmente a seguito della conquista dei Paesi Bassi da parte della Francia durante la Rivoluzione,\u00a0 che comport\u00f2 la loro trasformazione in Repubblica prima e in Regno d\u2019Olanda annesso all\u2019impero poi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>L\u2019imposizione del blocco continentale comport\u00f2 l\u2019estromissione dal mercato britannico<\/strong> e i vivaisti olandesi furono costretti a commercializzare gran parte delle loro rose in Europa subendo in ogni caso la grande concorrenza da parte dei vivaisti francesi che finirono con il monopolizzare la creazione e la coltivazione delle galliche e di altre rose.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>LE ANTICHE OLANDESI ANCORA IN COLTIVAZIONE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ma torniamo alle antichissime variet\u00e0 galliche che ci vengono dai Paesi Bassi. Tra quelle di fine Settecento e primi Ottocento, con origini olandesi certificate, con un&#8217;autenticit\u00e0 dunque verosimile, ed ancora in coltivazione, citiamo qui:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8211; &#8216;<strong>Belle Parade<\/strong>&#8216;:dall&#8217;<em>Almanach Guerrapain <\/em>del 1811, ma che \u00e8 probabilmente molto anteriore. Verosimilmente introdotta in Francia da <em>Descemet<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8211; &#8216;<strong>Belle sans Flatterie<\/strong>&#8216;: dipinta da Salomon Pinhas, il miniaturista del castello di Napoleonshohe (Cassel,\u00a0Germania) nel 1806. Forse introdotta in Francia dal vivaista <em>Godefroy.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8211; &#8216;<strong>Bizzare Triomphant<\/strong>&#8216;: nel catalogo <em>Fran\u00e7ois <\/em>(Parigi) gi\u00e0 dal 1790.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8211; &#8216;<strong>Carmin Brillant<\/strong>&#8216;: forse una creazione di Corneille Stegerhoek (Norwyck, Paesi Bassi), citata dal catalogo <em>Du Pont <\/em>gi\u00e0 dal 1813.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8211; &#8216;<strong>Grande et Belle&#8217;<\/strong>: <em>Almanach Guerrapain <\/em>del 1811.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8211; &#8216;<strong>La Belle Sultane<\/strong>&#8216;: introdotta da <em>Du Pont <\/em>prima del 1811.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8211; <strong>&#8216;Le Rosier l&#8217;Eveque<\/strong>&#8216;: nel catalogo <em>Fran\u00e7ois <\/em>gi\u00e0 dal 1790.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8211; <strong>&#8216;Lustre d&#8217;Eglise&#8217;<\/strong>: nel catalogo <em>Fran\u00e7ois <\/em>gi\u00e0 dal 1790. Aveva come sinonimo\u00a0&#8220;<strong>Pivoine des Hollandais<\/strong>&#8221; (peonia degli olandesi).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8211; &#8216;<strong>Napol\u00e9on<\/strong>&#8216;: <em>Vibert <\/em>scrive nel 1822: &#8220;Le rose conosciute qualche anno fa con il nome di <em>Napoleone<\/em>, <em>Marie Louise <\/em>e <em>Re di Roma<\/em>, sono d&#8217;origine olandese.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8211; &#8216;<strong>Ombre Superbe<\/strong>&#8216; nell&#8217; <em>Almanach Guerrapain <\/em>del 1811.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8211; &#8216;<strong>Ornement de la Nature<\/strong>&#8216; : prima del 1814.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8211; &#8216;<strong>Soleil Brillant<\/strong>&#8216; nel catalogo <em>Fran\u00e7ois <\/em>del 1790.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8211; &#8216;<strong>Velours Pourpre&#8217;<\/strong>: <em>Almanach Guerrapain <\/em>del 1811. Forse una creazione di <em>Stegerhoeck <\/em>(Norwyck, Paesi Bassi)<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>IL PRIMO GRANDE OTTENITORE FRANCESE DI GALLICHE: JACQUES-LOUIS DESCEMET (1761-1839)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Jacques-Louis Descemet fu il primo grande ibridatore francese di galliche e, al pari di Du Pont e dell\u2019imperatrice Jos\u00e8phine, si riforniva da coltivatori dei Paesi Bassi. Differentemente dagli altri per\u00f2 fu il primo a coltivare sistematicamente questa specie e a mettere un numero importante di novit\u00e0 in commercio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Abbiamo ricostruito nel dettaglio la sua biografia, pubblicata nel 2000-2001 nel bollettino dell<strong>&#8216;Associazione Rosa Gallica<\/strong> (n\u00b0 6-8).Nato nel 1761, in una famiglia di giardinieri nel <em>Giardino degli Speziali <\/em>di Parigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Descemet <\/em>fond\u00f2 il suo laboratorio a Saint-Denis nel 1792 ed inizi\u00f2 a &#8220;seminare&#8221; verso il 1804. Dopo l&#8217;Impero, per motivi sia politici, sia finanziari, lascer\u00e0 la Francia e per stabilirsi ad Odessa dove diventer\u00e0 direttore del <em>Giardino Botanico<\/em>. Tra le sue creazioni, tutte realizzate tra il 1804-1814, periodo corrispondente esattamente al Primo Impero, le galliche occuparono un posto preponderante. In totale, conosciamo i nomi di 214 delle sue creazioni: di\u00a0queste, 147 sono galliche, il gruppo di rose pi\u00f9 diffuso all&#8217;epoca. Oggi, di queste rose ci restano 12 variet\u00e0 dall&#8217;autenticit\u00e0 chiaramente stabilita, altre 8 delle quali l&#8217;attribuzione a <em>Descemet <\/em>non \u00e8 ben chiara, e 5 delle quali \u00e8 sicuramente dell&#8217;ottenitore, ma dall&#8217;autenticit\u00e0 dubbia, e che ad oggi, non sono forse pi\u00f9 coltivate. Le galliche di <em>Descemet <\/em>delle quali siamo pi\u00f9 sicuri sono: &#8216;<strong>Ad\u00e8le<\/strong>&#8216;, &#8216;<strong>Agathe Fatime<\/strong>&#8216;, &#8216;<strong>Agathe Nouvelle<\/strong>&#8216;, &#8216;<strong>Belle\u00a0<\/strong><strong>Biblis<\/strong>&#8216;, &#8216;Belle Flore&#8217;, &#8216;<strong>Belle Galath\u00e9e&#8217;<\/strong>, &#8216;<strong>Belle H\u00e9l\u00e8ne&#8217;<\/strong>, &#8216;<strong>Belle Pourpre Violette<\/strong>&#8216;, <strong>&#8216;Imperatrice Jos\u00e9phine<\/strong>&#8216;, &#8216;<strong>La Gloire des Jardins&#8217;<\/strong>, &#8216;<strong>Le Grand Sultan&#8217;<\/strong>, &#8216;<strong>Minerve<\/strong>&#8216;. Queste variet\u00e0 sono dunque le pi\u00f9 antiche galliche<strong> <\/strong>autenticamente francesi, le prime dunque a meritare pienamente l&#8217;appellativo&#8221;<strong> Rose di Francia&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>I CATALOGHI DI VIBERT<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Prima di esiliarsi in Russia, nel 1815<strong> <em>Descemet <\/em><\/strong>vendette a <strong><em>Jean Pierre Vibert <\/em>(1777-1866)<\/strong>, vivaista di fresca data installato a<strong> Chennevi\u00e8res-sur<em> <\/em>Marne<\/strong>, <strong>una gran parte della sua collezione e dei suoi 10.000 semi.<\/strong><em><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questo acquisto fu il vero inizio di una carriera che si concluder\u00e0 ad Angers nel 1851. E&#8217; grazie ai primi cataloghi di quest&#8217;ultimo che si conoscono con precisione gli ottenimenti di <em>Descemet<\/em>. E come<strong> <em>Vibert<\/em><\/strong>, durante la sua lunga carriera, metter\u00e0 in commercio una maggioranza di galliche: ce ne restano oggi circa una sessantina.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Cos\u00ec <em>Descemet<\/em>, e soprattutto <em>Vibert<\/em>, furono durante l&#8217;epoca migliore delle galliche, cio\u00e8 durante la prima met\u00e0 del XIX secolo, i due grandi coltivatori di questo tipo di rose.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Altri vivaisti, metteranno in commercio delle galliche.<strong> Tra questi dobbiamo citare almeno <em>Miellez, Parmentier <\/em>(Belgio) <em>Laffay, Mme<\/em> <em>H\u00e8bert<\/em>, ecc. Senza parlare poi di diversi amatori come <em>Roeser,<\/em> <em>Desprez, Gendron <\/em>ed altri.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>LA COLLEZIONE DI &#8220;LA COUR DE COMMER&#8221;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Durante la prima met\u00e0 del XIX secolo si pu\u00f2 stimare che il numero delle galliche messe in commercio furono almeno 2000. Tra queste solo 300 sono ancora coltivate oggi e la collezione completa si trova nel Roseto La Cour de Commer.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel 1998 il catalogo esaustivo \u00e8 stato pubblicato dalla &#8220;<em>Imprimerie Nationale<\/em>&#8221; con il titolo &#8220;<em>La Rose de France<\/em>&#8220;, e<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">nel 2000 \u00e8 stata classificata &#8220;<em>collezione nazionale<\/em>&#8221; dal &#8220;<strong>Conservatoire fran\u00e7ais des collections v\u00e9g\u00e9tales<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>sp\u00e9cialis\u00e9es&#8221; (CCVS)<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Grazie alla collaborazione tra il <em>Laboratorio di Fitochimica dell&#8217;Universit\u00e0 di Lione<\/em>, diretto dal <em>Professor Jay<\/em>, poi da <em>M.<\/em> <em>Heizman<\/em>, direttore al <em>Centro Nazionale della Ricerca Scientifica, <\/em>e <em>Mme Fernet<\/em>, dell&#8217;<em>Istituto Nazionale di Ricerca<\/em> <em>Agronomica <\/em>(stazione d&#8217;Angers), questa collezione \u00e8 stato oggetto di una ricerca genetica approfondita.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il <strong>DNA <\/strong>di tutte le variet\u00e0 esistenti \u00e8 stato estratto ed \u00e8 stata redatta un&#8217;analisi dei componenti principali. Questa ricerca \u00e8 particolarmente interessante, non soltanto perch\u00e9 focalizza la sua attenzione su un gruppo chiave nella filogenesi delle variet\u00e0 orticole, ma anche perch\u00e9 ci risulta che sia la prima volta che un gruppo di rose sia studiato nel suo insieme. I primi risultati saranno pubblicati incessantemente, secondo modalit\u00e0 diverse, rivolte sia alla comunit\u00e0 scientifica da una parte e sia agli amatori dall&#8217;altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Noi approfittiamo di quest&#8217;occasione per ringraziare tutti quelli che hanno contribuito alla costituzione di questa collezione ed al suo studio, in modo particolare, il signor <em>Franchellin<\/em>, responsabile della Collezione di <strong>Ha\u00ff-les Roses<\/strong>, la signora <em>Brumme, <\/em>responsabile di quella di <strong>Sangerhausen <\/strong>(in Germania), ed i signori <em>Jay e Heizman\u00a0<\/em>gi\u00e0 nominati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;origine delle rose galliche di Fran\u00e7ois Joyaux Due sono le caratteristiche fondamentali che presenta il gruppo delle rose galliche. 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